Nella sala consiliare del Municipio di Schio, ventiquattro ragazzi e ragazze hanno ricevuto la loro borsa di studio comunale.
Istituite dal Comune per i risultati conseguiti nell’anno scolastico 2024/2025, le borse di studio si dividono in due fasce. Sedici studenti iscritti al primo anno di una scuola secondaria di secondo grado hanno ricevuto 300 euro ciascuno; gli altri otto, neoiscritti all’università, hanno ricevuto 500 euro.
Per accedere al contributo, i ragazzi dovevano soddisfare requisiti precisi: residenza a Schio, rispetto del limite iSEE, un diploma ottenuto con almeno 8/10 o 70/100 e l’assenza di altre borse di studio già percepite per l’anno in corso. Una combinazione di merito e sostegno allo studio: non premiare il talento nel vuoto, ma sostenere concretamente chi lo esprime in contesti familiari che richiedono uno sforzo in più.
Insieme all’attestato, ogni studente ha ricevuto una lettera firmata dall’amministrazione. “Questo traguardo è prima di tutto il risultato del tuo impegno e della tua dedizione”, si legge, prima della chiusa che cita una massima: “Non smettere di imparare e crescere, perché la vita non smette mai di insegnarti”.
“Incontrare questi ragazzi è sempre una delle cose più belle che facciamo” — ha detto l’assessore ai Servizi Educativi, Milva Scortegagna. “Le borse di studio sono un sostegno ed un segnale di fiducia: vogliamo che questi giovani sappiano che Schio crede in loro, che la loro fatica è stata vista e riconosciuta. È un investimento sul domani della nostra città, e ogni anno che lo ripetiamo ne siamo sempre più convinti. A questi ragazzi dico: continuate con la stessa determinazione e con lo stesso entusiasmo con i quali avete finora vissuto il vostro impegno non solo scolastico, perché se ne è valsa la pena finora in futuro ne varrà ancora di più”.
“Questi ventiquattro studenti hanno dimostrato con i fatti cosa significa impegnarsi — ha sottolineato il sindaco Cristina Marigo –. Il merito va sostenuto: per questo teniamo molto a questo strumento, perché riconosce il lavoro dei ragazzi e delle loro famiglie, e lo fa in modo concreto, con un contributo economico che può fare la differenza nel momento in cui si affronta un nuovo percorso scolastico o universitario”.
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