Si è concluso nei giorni scorsi un progetto nato dalla collaborazione tra la Biblioteca civica di Schio e l’Istituto Professionale Statale “G. B. Garbin”, dedicato alla storia delle istituzioni cittadine impegnate nell’educazione dell’infanzia.
Il progetto “Tra Archivio e Memoria: Alessandro Rossi e l’infanzia operaia”, ideato su misura per le esigenze didattiche dell’Istituto, è stato progettato dalla dott.ssa Laura Andreuzzi dell’Ufficio Archivi e Fondi Storici della Biblioteca, in stretta collaborazione con le docenti referenti, la prof.ssa Maria Martini e la prof.ssa Sara Mantese.
Gli incontri, svolti in biblioteca nel corso di quattro pomeriggi di febbraio, hanno coinvolto le classi 1AS e 1BS, protagoniste di un percorso di approfondimento dedicato alle istituzioni educative promosse e sostenute da Alessandro Rossi. Imprenditore attento non solo al miglioramento delle condizioni di vita degli operai, ma anche all’educazione dei più piccoli, Rossi fondò nel 1872 l’Asilo infantile, ispirato al motto “In puero spes”, inciso sull’edificio stesso, mantenendone un ruolo direttivo sostanziale. Anche nelle sue ultime volontà rivolse lo sguardo ai bambini: destinò infatti la villa di Santorso a sede dell’orfanotrofio, che accolse minori provenienti non solo da Schio, ma da tutto il Veneto.
Il racconto di queste istituzioni è stato sviluppato attraverso l’analisi di documenti, fotografie storiche, testimonianze e la lettura guidata di estratti da fonti d’archivio — lettere, fascicoli e registri — provenienti dai fondi “Archivio personale senatore Alessandro Rossi” e “Archivio Asilo infantile comunale di Schio”, conservati presso la Biblioteca. Un percorso che ha permesso di riflettere sulle istituzioni educative di ieri e di oggi, valorizzando gli archivi come strumenti vivi di conoscenza e memoria e coinvolgendo studenti e studentesse in un’esperienza di esplorazione delle fonti storiche.
L’obiettivo principale è stato quello di restituire agli archivi – spesso percepiti come luoghi chiusi e polverosi – il loro carattere dinamico, mostrando come possano raccontare storie attuali attraverso l’analisi delle fonti primarie e mettere in relazione la storia locale con la più ampia storia nazionale.
La narrazione documentaria ha trovato infine una dimensione viva nella testimonianza di Annamaria Parise, che, davanti a una numerosa platea di studenti e studentesse, ha condiviso gli aneddoti raccolti nel libro “Milleottocento giorni in collegio”, dedicato alla sua esperienza di 1800 giorni trascorsi nell’orfanotrofio di Santorso.
La condivisione del progetto proseguirà all’inizio di maggio, in occasione della Giornata del Merito, quando sarà allestita una mostra in cui sarà possibile ammirare la digitalizzazione della documentazione storica — fotografie, opuscoli e lettere — consultata in originale dagli studenti e dalle studentesse.
Commenta l’assessore alla cultura, Marco Gianesini: “Ringrazio il personale della biblioteca da lui diretta per aver messo a disposizione l’Archivio personale senatore Alessandro Rossi” e “Archivio Asilo infantile comunale di Schio, degli studenti dell’istituto G.B. Garbin.
È altamente significativo che sia la scuola ad affidare ai giovani delle prime classi una riflessione storica sulle origini dei percorsi educativi della nostra Città educandoli all’accesso agli archivi cartacei, strumenti di conservazione dei quali la “Generazione z” non ha alcuna conoscenza”.
Prosegue il sindaco Cristina Marigo: «Il valore di questo progetto è quello di aver permesso ai ragazzi di scoprire una parte importante della storia della nostra Città e di capire quanto Alessandro Rossi fosse una figura straordinariamente moderna e visionaria. In un’epoca in cui non era affatto scontato, aveva già compreso che il benessere di una comunità passava anche dall’educazione dei bambini, dalla scuola, dall’assistenza e dalle opportunità per le famiglie. Attraverso gli archivi, i documenti e le testimonianze, i ragazzi hanno potuto vedere che la storia non è qualcosa di lontano, ma riguarda la nostra Città, le nostre scuole ed i luoghi che viviamo ogni giorno”.
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