Per uscire dall’isolamento e costruire una rete tra chi vive quotidianamente una realtà ancora poco raccontata, spesso semplificata, quasi sempre fraintesa. ‘Non chiamateli geni’ è il titolo scelto per una giornata dedicata ai bambini e ragazzi ad alto potenziale cognitivo, alle loro famiglie, agli insegnanti e agli educatori, che si terrà a Thiene sabato 16 maggio in villa Fabris. L’iniziativa è promossa da Megahub, Engim, Rete APC, Talentree e Apici APS.

“L’espressione ‘genio’ rischia infatti di semplificare una realtà molto più complessa. La plusdotazione non coincide semplicemente con un’intelligenza superiore o con prestazioni scolastiche eccellenti-scrivono in una nota gli organizzatori- Spesso dietro l’etichetta di ‘genio’ non ci sono supereroi infallibili o piccoli Einstein sempre felici e brillanti. Ci sono bambini e ragazzi che vivono il mondo in modo intenso, profondo, a volte travolgente. È proprio da qui che nasce ‘Non chiamateli geni’, la giornata dedicata all’alto potenziale cognitivo: un evento aperto a famiglie, insegnanti, educatori e curiosi, nato per provare ad andare oltre stereotipi e semplificazioni. Perché la plusdotazione non significa semplicemente ‘essere più intelligenti’. Significa spesso pensare tantissimo, sentire tantissimo, fare domande continue, percepire profondamente le emozioni e le ingiustizie, vivere relazioni e scuola con una sensibilità fuori scala. E questo, accanto alle potenzialità, può portare anche fatica, incomprensioni, senso di isolamento. Molti bambini plusdotati crescono sentendosi ‘troppo’: troppo sensibili, troppo intensi, troppo curiosi, troppo veloci. Oppure, al contrario, finiscono per sentirsi sbagliati perché non riescono a stare dentro aspettative e modelli tradizionali. Non sempre hanno voti perfetti. Non sempre amano la scuola. Non sempre vengono riconosciuti. Per questo parlare di alto potenziale cognitivo oggi è importante. Perché significa costruire una cultura educativa più capace di accogliere le differenze senza trasformarle in etichette. Significa aiutare famiglie e insegnanti a leggere alcuni comportamenti con occhi nuovi. E significa anche ricordare che il talento, senza ascolto e comprensione, può trasformarsi in solitudine”.

Il programma
Il cuore della giornata, alle 14, saranno i  laboratori esperienziali per bambini e ragazzi: robotica educativa con Megahub, atelier creativi “Siamo Luce” organizzati da Engim e spazi dedicati ai giochi da tavolo.  Un modo concreto per valorizzare creatività, immaginazione e pensiero divergente attraverso esperienze partecipative e coinvolgenti.

Durante il pomeriggio, alle 15,  il seminario di approfondimento in cui si alterneranno interventi di esperti e professionisti, famiglie e scuola che porteranno esperienze concrete e riflessioni sul tema della plusdotazione e dell’inclusione scolastica. Tra gli ospiti Francesco Crivellaro, Alfonso D’Ambrosio, Silvia Giordano, insieme ai rappresentanti di Rete APC e Talentree, moderati da Marta Rigo.

“Non chiamateli geni”  vuole aprire uno spazio di confronto autentico su cosa significhi crescere sentendosi diversi e su quanto sia importante, oggi, costruire contesti educativi capaci di riconoscere ogni unicità.

di Redazione AltovicentinOnline

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