Una sala gremita, un silenzio attento e un filo di commozione che ha unito generazioni diverse: così si è presentata, sabato 16 maggio, la serata dal titolo “La guerra in casa – Immagini e testimonianze dell’invasione delle valli di Posina e dell’Astico e del profugato del Comune di Velo d’Astico 1916–1919”.

Un appuntamento che ha riportato al centro della vita comunitaria una pagina dolorosa ma fondamentale della storia locale: l’invasione, la fuga forzata, il profugato dei Velesi tra il 1916 e il 1919. Attraverso fotografie d’epoca, documenti e racconti, la guerra è tornata “in casa” non come semplice rievocazione, ma come memoria viva e condivisa.

A testimoniare l’importanza del tema non è stata solo la sala completamente piena, ma anche la presenza di numerose autorità che hanno voluto portare la voce delle proprie comunità, anch’esse segnate dall’esperienza dell’esodo e dello sfollamento durante la Grande Guerra. Hanno partecipato e sono intervenuti: il Sindaco di Schio, l’ex Sindaco di Castegnero, l’Assessore di Roana eil Presidente del Consiglio di Longare. 

Gli amministratori hanno condiviso riflessioni e ricordi legati al profugato dei Velesi nei loro territori, sottolineando come quelle vicende abbiano intrecciato destini, solidarietà e legami che ancora oggi fanno parte dell’identità delle comunità coinvolte.

Uno dei momenti più intensi della serata è stato quello dedicato alla figura di don Innocente Stella, sacerdote di Velo d’Astico durante gli anni del conflitto. A interpretarlo, con grande partecipazione emotiva, è stato il parroco del paese, don Enrico, che ha dato voce ai pensieri, alle paure e alla forza di chi, in quei tempi difficili, cercava di sostenere una popolazione sconvolta dalla guerra e dalla perdita della propria casa.

Parole, immagini e testimonianze hanno trasformato l’incontro in un vero e proprio esercizio di memoria collettiva, in cui il passato non è rimasto confinato nei libri di storia, ma è tornato a parlare al presente, ricordando alla comunità il valore della pace, della solidarietà e dell’accoglienza.

di Redazione AltovicentinOnline

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