RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Buongiorno, mi chiamo Corrado Cogo e sono un cittadino scledense da una vita (abito a Schio dal 1968).
Ho frequentato tutte le scuole a Schio e vi ho sempre lavorato essendo in servizio nella Polizia Locale del Consorzio Alto Vicentino (dal lontano 1984 fino al 2023: data di pensionamento). Proprio grazie a quest’ultima lunga attività lavorativa mi permetto di dire che ho avuto un “osservatorio” privilegiato su come la società scledense è cambiata nel corso degli anni: nel 1984, quando cominciai il servizio, la parola “immigrazione” era ancora agli albori e in giro per Schio cittadini di altre etnie, nazionalità o semplicemente di altre culture non se ne vedevano proprio (o al massimo col contagocce). Avendo sempre “vissuto” Schio nei suoi vari aspetti si può dire che i vari Amministratori della Città (al di là dei vari colori politici) hanno sempre avuto acutezza e strategie di lungo termine che hanno fatto sì che la Città crescesse pur rimanendo “a misura d’uomo” (cura del verde, programmazione urbanistica, sviluppo culturale, iniziative varie per ravvivare il Centro e le periferie, ecc. ecc.): una volta un cittadino che veniva da fuori Schio mi diceva che la nostra Città è conosciuta come “una piccola Svizzera” per esaltare il “tanto di buono” che c’è qui da noi!
Dal punto di vista del degrado anche Schio ha ora qualche malanno ma, a mio modesto parere, certe affermazioni sensazionalistiche (in negativo) NON rispecchiano per niente la nostra realtà. Certamente di problemi ce ne sono più di una volta ma vorrei sottolineare che il continuo “scaricare” addosso al Comune tutte le problematiche possibili e immaginabili è del tutto fuorviante: vorrei ricordare che l’art. 117 comma 2° lett. h della Costituzione spiega chiaramente che l’ordine pubblico e la sicurezza sono di esclusiva competenza dello Stato! Negli ultimi anni (da parte di tutti i Governi: sia di centrosinistra che di centrodestra) nulla si è fatto per migliorare/velocizzare la Giustizia, con pene certe e veloci da applicare, anzi sono sempre arrivati (questi sì veloci e puntuali) tagli ai trasferimenti ai Comuni che si ritrovano sempre in affanno nel garantire centinaia di incombenze trasferite dallo Stato agli Enti territoriali senza però avere poi risorse sufficienti e sicure.
E quindi il Comune può dormire sonni tranquilli perché non deve fare niente? Certo che NO, ma in tema di “sicurezza urbana” (termine inventato dal Legislatore col D.L. n°14 del 2017) il Comune ha solo poteri diciamo così “integrativi” e di “supporto” a quelli statali! Poteri che non sono certo meno importanti ma il vero controllo del territorio deve farlo lo Stato, in primis coi Carabinieri e con la Polizia di Stato! Stesso discorso con la “Polizia” del Comune (cioè la Polizia Locale) che NON è una Forza di Polizia (quindi con meno tutele, meno diritti, meno compensi economici, meno supporti) ma fa quello che può coi poteri che ha e con le forze in dotazione (a proposito di “tagli”: all’inizio degli anni 2000 il Consorzio Alto Vicentino aveva circa 50 dipendenti ora ne ha una trentina, con lo stesso territorio e con più incombenze di prima). … si potrebbe dire tanto altro, ma il discorso diventerebbe troppo lungo. Un cordiale saluto.
Corrado Cogo
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