Come si è potuti arrivare a questo punto? Eppure è circa un decennio che se ne parla e le denunce, anche dal nostro giornale, sono state forti, severe e numerose. La Neuropsichiatria Infantile del Distretto 2 dell’Ulss 7 Pedemontana, che serve l’Alto Vicentino, si è ritrovata praticamente senza neuropsichiatri infantili. Tre dei quattro specialisti in organico hanno lasciato il servizio nel giro di pochi mesi, determinando una situazione senza precedenti che l’Azienda sanitaria definisce oggi sotto controllo grazie a un piano straordinario di reclutamento e di riorganizzazione.

Dietro ai numeri, però, ci sono centinaia di bambini e ragazzi e le loro famiglie, rimasti appesi al filo di una diagnosi, di una visita specialistica o di una certificazione indispensabile per poter accedere ai percorsi di sostegno scolastico previsti dalla legge.

Una situazione che da anni viene denunciata da genitori, associazioni e amministratori locali, ma che nell’estate 2026 è esplosa con tutta la sua gravità.

Come spiegato dall’ULSS 7 Pedemontana, il Distretto Alto Vicentino dispone sulla carta di quattro neuropsichiatri infantili. Le dimissioni ravvicinate di tre medici, dovute a scelte professionali dei diretti interessati, hanno però lasciato il servizio praticamente privo delle figure cardine per la presa in carico dei minori con disturbi del neurosviluppo.

La conseguenza è stata inevitabile: visite rallentate, liste d’attesa crescenti e una forte preoccupazione tra le famiglie che attendono una prima valutazione o il completamento dell’iter diagnostico.

Tra queste vi sono molti bambini con sospetto Disturbo dello Spettro Autistico, ADHD, disturbi del linguaggio, difficoltà cognitive e Disturbi Specifici dell’Apprendimento, per i quali il fattore tempo rappresenta un elemento decisivo.

La diagnosi non è solo una pratica sanitaria

Per molte famiglie la valutazione neuropsichiatrica non rappresenta soltanto un passaggio clinico. È infatti il presupposto necessario per ottenere le certificazioni che consentono alla scuola di attivare gli strumenti previsti dalla normativa: dall’insegnante di sostegno all’assistenza specialistica, fino agli operatori socio-sanitari o educativi nei casi di maggiore complessità. Ogni ritardo rischia quindi di tradursi in un ritardo nell’attivazione dei supporti scolastici, con ripercussioni dirette sul percorso educativo e sull’inclusione dei bambini con disabilità o bisogni educativi complessi.

Per molte famiglie significa affrontare mesi di incertezza proprio mentre si prepara l’inizio dell’anno scolastico.

Il piano dell’Ulss7  per uscire dall’emergenza

Nel tentativo di fronteggiare quella che ormai assume i contorni di una vera emergenza sanitaria e sociale, l’ULSS 7 ha attivato tutti gli strumenti disponibili per reperire personale.

L’Azienda conferma la presenza di un medico recentemente assunto, l’arrivo di un secondo specialista entro la fine di settembre, una mobilità in fase di definizione, un incarico libero-professionale e una convenzione con l’ULSS 8 Berica che garantirà ulteriore disponibilità medica.

Determinante sarà anche il supporto temporaneo dei neuropsichiatri del Distretto di Bassano, che svolgeranno attività direttamente nelle sedi di Schio e Thiene, evitando così ai pazienti ulteriori spostamenti. Gli specialisti si occuperanno di controlli farmacologici, visite per nuove diagnosi di ADHD, follow-up terapeutici e tutoraggio dei medici specializzandi destinati al servizio.

Obiettivo: abbattere le liste di attesa

Secondo il cronoprogramma illustrato dall’Azienda sanitaria, entro la fine di ottobre dovrebbero essere smaltite tutte le richieste oggi in attesa di una prima visita di Neuropsichiatria Infantile: attualmente 65 nell’Alto Vicentino e 24 nel Distretto di Bassano.

Parallelamente partirà un monitoraggio costante delle liste di attesa, sia per le prime visite sia per i controlli successivi. Un ulteriore piano di recupero, finanziato dalla Regione Veneto, punta inoltre ad azzerare entro dicembre anche le attese per la diagnosi dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento e per le certificazioni necessarie in ambito scolastico.

I numeri

Le richieste di presa in carico sono cresciute costantemente. Solo nel primo semestre del 2026 la Neuropsichiatria dell’Alto Vicentino ha già erogato 17.188 prestazioni, oltre la metà delle 30.077 registrate nell’intero 2025, confermando un incremento continuo dell’attività.

Le dichiarazioni della Direzione

«Abbiamo preso atto delle difficoltà create dall’uscita ravvicinata e non prevista di tre dei quattro medici della Neuropsichiatria Infantile dell’Alto Vicentino – ha dichiarato il direttore generale Giovanni Carretta –. È molto difficile reperire specialisti, ma abbiamo messo in sicurezza il servizio e puntiamo ad assunzioni stabili il prima possibile. Ora siamo nelle condizioni di abbattere le liste di attesa nel giro di pochi mesi.»

Anche la direttrice dei Servizi Socio-Sanitari, Paola Vescovi, sottolinea come la situazione sia oggi monitorata costantemente attraverso nuovi strumenti di controllo interno e assicura che saranno forniti aggiornamenti periodici ai sindaci del territorio e ai cittadini.

Resta ora da verificare se il piano predisposto sarà sufficiente a riportare rapidamente il servizio a livelli di piena operatività. Per le famiglie dell’Alto Vicentino, che da tempo attendono una risposta, i prossimi mesi saranno decisivi. Questa non è eccellenza, ridursi in questo stato è da terzo mondo e il danno sui bambini che necessitano di una diagnosi,  (prima certifichi prima riabiliti) , è incommensurabile.

di Redazione AltovicentinOnline

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