Sono 400 le domande presentate per accedere al Corso di formazione specifica in Medicina generale 2026-2029 in Veneto, a fronte di 191 posti disponibili. Un dato che segna un incremento del 20% rispetto al precedente bando e che, secondo la Regione, rappresenta un segnale positivo per il futuro della sanità territoriale.
Il presidente della Regione del Veneto, Stefani, ha commentato con soddisfazione il risultato, sottolineando come il numero delle candidature dimostri un rinnovato interesse dei giovani medici verso la professione del medico di medicina generale.
«Le 400 domande presentate rappresentano un risultato significativo e incoraggiante e dimostrano che questa professione torna a essere attrattiva per i giovani medici e che le scelte messe in campo dalla Regione stanno producendo effetti concreti», ha dichiarato il presidente.
Secondo la Regione, l’aumento delle adesioni è legato anche alle misure adottate negli ultimi mesi per rafforzare la medicina territoriale. Tra queste figurano l’incremento dell’importo delle borse di studio destinate ai medici in formazione e il nuovo accordo integrativo regionale sottoscritto con i medici di medicina generale, che punta a valorizzarne il ruolo all’interno delle Case della Comunità.
Per Stefani, i dati confermano l’efficacia del percorso intrapreso. «I numeri lo confermano: la strada che abbiamo imboccato è quella giusta e il dialogo con le organizzazioni sindacali funziona. L’obiettivo comune è offrire ai cittadini una rete di assistenza territoriale sempre più efficiente, moderna e capace di rispondere ai bisogni di una popolazione che cambia», ha affermato.
La Regione ha inoltre ribadito l’intenzione di proseguire negli investimenti dedicati alla formazione, all’innovazione organizzativa e alla valorizzazione della medicina generale, considerata un elemento centrale nel processo di rafforzamento dell’assistenza territoriale.
«Quando ci si confronta con spirito costruttivo, ascoltando le esigenze reciproche e lavorando per obiettivi condivisi, si trovano soluzioni efficaci. L’aumento delle borse di studio e l’accordo integrativo regionale ne sono la prova», ha concluso il presidente, assicurando che il confronto con le rappresentanze dei medici continuerà per garantire risposte sia ai professionisti della sanità sia ai cittadini veneti.
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