Su proposta dell’assessore ai Servizi sociali, Paola Roma, la Regione Veneto vara due provvedimenti per il contrasto alle dipendenze patologiche, rafforzando gli strumenti di prevenzione, presa in carico e accompagnamento. La prima delibera definisce le modalità di attuazione dei programmi operativi delle Ulss finanziati dal Fondo nazionale per le dipendenze patologiche che assegna al Veneto oltre 22,5 milioni di euro per il triennio 2025-2027. Le risorse saranno destinate a potenziare la rete territoriale dei servizi, in particolare per attivare nuove unità mobili, acquisire strumenti e dotazioni necessarie e rafforzare la collaborazione con gli enti del privato sociale accreditato, anche attraverso accordi integrativi a quelli attualmente in essere. Le nuove unità mobili consentiranno di intercettare precocemente le situazioni di rischio, raggiungere le persone che ancora non si rivolgono ai servizi, favorire l’accesso ai percorsi di cura, ridurre i rischi legati alle dipendenze e garantire una maggiore continuità assistenziale attraverso un più stretto raccordo con la rete sociosanitaria del territorio. “Lavorare sulle dipendenze- sottolinea Roma- significa anzitutto investire sulla prevenzione, perché ogni situazione intercettata in tempo rappresenta una persona, una famiglia e una comunità che hanno maggiori possibilità di evitare conseguenze ben più gravi. Le dipendenze oggi assumono forme sempre più complesse: riguardano non solo le sostanze, ma anche l’alcol, il gioco d’azzardo e le nuove dipendenze comportamentali. Per questo le istituzioni devono essere capaci di evolvere, portando i servizi dove le persone vivono, frequentano, studiano e lavorano, senza aspettare che siano loro a chiedere aiuto quando il problema è ormai esploso”.

Le nuove unità mobili rappresentano la capacità di “avvicinare il sistema sanitario e sociale ai cittadini, intercettando precocemente il disagio e costruendo percorsi di accompagnamento personalizzati”. La prevenzione, infatti, “è il più grande investimento che possiamo fare e- aggiunge Roma- in questo percorso il ruolo delle Ulss, dei SerD, del privato sociale accreditato, del volontariato, delle famiglie, della scuola e di tutto il territorio è fondamentale. Solo attraverso una collaborazione stabile possiamo costruire un sistema realmente capace di prendersi cura delle persone nella loro interezza. L’obiettivo non è soltanto curare la dipendenza, ma prevenirla, ridurne l’impatto e offrire a ogni persona la possibilità concreta di ricostruire il proprio percorso di vita”. Con una seconda deliberazione, inoltre, la giunta regionale ha prorogato fino al 31 dicembre 2027 il Piano triennale per le dipendenze 2024-2026, garantendo continuità ai progetti già avviati dalle Ulss e dagli enti del privato sociale accreditato, mantenendo invariati obiettivi strategici e modalità di monitoraggio. Contestualmente viene così estesa al 2027 l’operatività dei progetti territoriali e delle iniziative regionali di area trasversale, nonché la sperimentazione del modello “Open Dialogue-Dialogo Aperto”, assicurando la piena realizzazione delle attività programmate e il loro raccordo con la programmazione sanitaria e sociosanitaria regionale.

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