Il Leone resta senza patrocinio. A vent’anni dalla sua nascita, il Queer Lion, premio collaterale della Mostra del Cinema di Venezia dedicato alle opere a tematica LGBTQIA+, arriva all’edizione del ventennale con un’assenza pesante: quella del ministero della cultura guidato da Alessandro Giuli. Una decisione che apre un caso proprio alla vigilia della Biennale Cinema, in programma dal 2 al 12 settembre. Regione Veneto e Comune di Venezia hanno invece confermato il loro sostegno all’iniziativa.

La richiesta e mesi di silenzio
Il patrocinio del ministero era stato richiesto il 13 febbraio scorso. Per mesi, secondo quanto riferito dal fondatore e direttore del Queer Lion, Daniel Casagrande, non sarebbero arrivate risposte nonostante i solleciti inviati tramite Peo e Pec. Poi, il 6 agosto, la comunicazione della segreteria del ministro: in assenza di un riscontro entro quattro mesi dalla richiesta, il patrocinio doveva considerarsi non concesso. Casagrande ha quindi chiesto il numero di protocollo dell’istruttoria, ricevendo come risposta che per ottenerlo sarebbe necessario presentare una richiesta di accesso agli atti tramite un avvocato.

Vent’anni di Queer Lion
Il contrasto con il passato è evidente. Il Ministero della Cultura aveva infatti patrocinato il Queer Lion ininterrottamente dal 2011 al 2017, sotto diversi ministri, da Giancarlo Galan a Lorenzo Ornaghi, Massimo Bray e Dario Franceschini. Per Casagrande, la decisione è difficile da comprendere anche perché i film premiati dal Queer Lion sono opere già selezionate dalla stessa Mostra del Cinema di Venezia. Il premio, nato da una proposta avanzata nel 2003 all’allora direttore della Mostra Moritz De Hadeln, è arrivato alla sua prima edizione nel 2007 e negli anni ha accompagnato numerosi autori e opere del cinema LGBTQIA+.

Il caso arriva dunque a Venezia con una domanda che pesa sull’edizione del ventennale: perché il ministero della cultura ha scelto di non concedere il patrocinio proprio quest’anno? Al momento, nell’articolo di Gay.it, non viene riportata una motivazione ufficiale del ministero. Il mancato patrocinio diventa così il centro di una vicenda che riaccende il confronto sul rapporto tra istituzioni, cultura e rappresentazione LGBTQIA+. E mentre il Queer Lion si prepara comunque a tornare al Lido, il premio affronta il suo ventesimo anniversario con un’assenza che fa rumore.

di Red@zione AltovicentinOnline

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