Prendono il via lunedì 31 agosto i lavori di sistemazione del ponte di via Rive di Magrè sul torrente Livergon, gravemente danneggiato dall’alluvione del maggio 2024 e chiuso al pubblico transito per ragioni di sicurezza. Si ricorda che, a fronte della chiusura, era stata realizzata una strada sterrata alternativa, con ingresso da viale Roma, che garantisce l’accessibilità ai nuclei abitati situati a monte, per i quali via Rive di Magrè costituiva l’unica via di transito.

I lavori che partono ora integrano e completano il primo intervento, eseguito in somma urgenza nei primi mesi del 2026. In quell’occasione era emerso un improvviso e significativo aggravamento dello stato fessurativo della spalla in destra orografica del ponte, determinato con ogni probabilità dal proseguimento dell’opera di scalzamento provocata dalle acque fluviali, tale da far presagire un potenziale crollo della struttura. Si erano quindi resi necessari lavori di consolidamento per bloccare l’aggravarsi dei dissesti e scongiurare il crollo del manufatto: riparazione delle fessurazioni della spalla e dell’arco lapideo, chiodatura verticale di entrambe le spalle con barre autoperforanti, realizzazione sotto alveo di una platea antiscalzamento di collegamento al piede delle due spalle, oltre a opere di regimazione del vicino corso d’acqua Valle Monte Cereo, con rifacimento dell’alveo di scorrimento e delimitazione delle sponde con massi ciclopici per evitare ulteriori erosioni alla fiancata del ponte.

Completate nelle scorse settimane le operazioni di deviazione provvisoria dei sottoservizi interferenti – le reti gas e acquedotto – si procede ora con la fase finale del progetto di ristrutturazione complessiva del ponte. L’intervento prevede l’inserimento, nel corpo stradale del ponte, di una struttura portante in acciaio che assolverà il compito di sostenere i carichi stradali, liberando da questo compito la struttura in pietra originaria, non più in grado di sopportarli dopo le lesioni subite con l’alluvione di maggio 2024.

Nel dettaglio, i lavori del secondo stralcio comprendono:

  • interventi di riparazione locale sul ponte esistente, mediante lo svuotamento del riempimento della volta e il rinforzo dei timpani laterali con chiodatura verticale con barre di acciaio ad alta resistenza;
  • la realizzazione di nuove spalle portanti in cemento armato su platea di fondazione con micropali;
  • la posa del nuovo impalcato da ponte in carpenteria metallica e soletta in cemento armato, poggiante sulle due nuove spalle portanti;
  • la posa di nuovo guard rail, il ripristino dei sottoservizi interferenti (reti gas e acquedotto) e la risagomatura delle due rampe di accesso.

I lavori sono stati affidati alla ditta Facchin Calcestruzzi srl di Recoaro Terme (VI). Il progetto esecutivo complessivo è finanziato per 600.000 euro con l’Ordinanza 2025 del Commissario Delegato per gli eccezionali eventi meteorologici di maggio 2024; l’importo dei lavori relativi a questo secondo stralcio è di circa 210.000 euro.

“Con l’avvio di questo secondo stralcio entriamo nella fase decisiva del consolidamento del ponte di via Rive di Magrè”, commenta l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Schio, Michele Lain. “Dopo l’intervento d’urgenza dei primi mesi dell’anno, che ci ha permesso di mettere in sicurezza la struttura ed evitarne il crollo, passiamo ora al consolidamento vero e proprio, con l’inserimento della nuova struttura portante in acciaio che restituirà al ponte la piena funzionalità. Contestualmente abbiamo voluto garantire fin da subito, con la strada sterrata alternativa da viale Roma, che i residenti dei nuclei abitati a monte non restassero isolati durante il cantiere. È un intervento complesso, reso possibile dal finanziamento della Regione attraverso l’Ordinanza del Commissario Delegato per l’alluvione 2024, e che testimonia l’impegno dell’Amministrazione nel restituire al territorio infrastrutture sicure dopo gli eventi di due anni fa”.

“Il cantiere di via Rive di Magrè è solo una delle tante ferite lasciate dall’alluvione del maggio 2024 su cui stiamo intervenendo”, commenta il sindaco di Schio, Cristina Marigo. “Il contrasto al dissesto idrogeologico è una priorità che l’amministrazione porta avanti su più fronti: dal consolidamento e dalla ricostruzione di ponti e infrastrutture danneggiate, come in questo caso, Video-ispezione degli scatolari e pulizia dei tratti tombati, fino alla progettazione dei bacini di laminazione in località Aste e a Ss. Trinità. Stiamo utilizzando ogni risorsa disponibile per programmare interventi strutturali, non semplici tamponamenti, così da rendere Schio più sicura e pronta di fronte a eventi che, purtroppo, rischiamo di dover affrontare sempre più spesso. Un lavoro che richiede tempo e risorse importanti, ma che stiamo portando avanti con continuità, cantiere dopo cantiere”.

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