A 2.760 metri di quota, dove la montagna dovrebbe essere silenzio, memoria e rispetto, resta invece una scena di degrado. Il Bivacco della Pace, sul Monte Castello, simbolo legato alla memoria della Grande Guerra, è finito nel mirino dell’inciviltà di alcuni escursionisti.

Non servono parole per descrivere ciò che è stato lasciato dietro il passaggio dei turisti: rifiuti, fazzoletti e tracce di bisogni fisiologici. Un luogo pensato come riparo e punto di riferimento per chi affronta la montagna trasformato, di fatto, in una toilette improvvisata. È l’altra faccia delle Dolomiti, quella che emerge quando l’enorme afflusso estivo si scontra con la fragilità degli ambienti d’alta quota e con la mancanza di servizi adeguati. La montagna-cartolina lascia spazio a una fotografia molto meno rassicurante: quella di sentieri e strutture che diventano discariche a cielo aperto.

Il caso delle 52 Gallerie
Ai primi di agosto lo sfregio toccò al Pasubio, con le 52 Gallerie insozzate da escrementi, carta igienica e perfino cumuli di sassi utilizzati per coprire le deiezioni.Una scena difficile da conciliare con il significato di quel luogo. Quelle gallerie non sono semplicemente un’attrazione per escursionisti: sono una testimonianza concreta della Grande Guerra, un’opera realizzata in condizioni estreme dai soldati italiani per garantire i collegamenti e la difesa del fronte.

di Redazione AltovicentinOnline
ph Corriere del Veneto

Pasubio, 52 Gallerie. Lo sfregio al ‘monte sacro’: escrementi e carta igienica

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su:
Stampa questa notizia