Il fumo si è visto a chilometri di distanza. L’incendio alla Nuova Deroma di Malo, divampato nel primo pomeriggio di ieri, ha disegnato per ore un enorme pennacchio sopra  l’Alto Vicentino. Ora che le fiamme sono state domate, a parlare sono i numeri dei monitoraggi ambientali eseguiti da Arpav: i primi risultati raccontano una situazione tutt’altro che da liquidare con un semplice “è tutto rientrato”. I campionamenti hanno infatti rilevato tracce di composti tipici della combustione, con una presenza particolarmente elevata di toluene in uno dei punti controllati. In altri campioni sono stati individuati anche stirene e toluene.

L’incendio, secondo le prime informazioni dei vigili del fuoco, ha interessato un capannone utilizzato come deposito di vasi in plastica e materiali di imballaggio. I tecnici Arpav sono intervenuti sul posto già alle 14.45, avviando i controlli sull’aria e successivamente sulle possibili ricadute dei fumi.

Il vento ha spinto il pennacchio, poi sono arrivate le ricadute
La meteorologia ha avuto un ruolo determinante. Ieri le condizioni erano caratterizzate da moderata instabilità e venti variabili, con una forte componente ascensionale che, nella prima fase, ha favorito la dispersione dei fumi su un’ampia porzione della provincia. Poi, nel tardo pomeriggio, sono iniziate le ricadute locali, interessando le zone più vicine allo stabilimento ed è proprio nei campionamenti effettuati durante queste diverse fasi che emergono le differenze.
In via Montello, alle 16, il primo canister analizzato dai Vigili del fuoco non ha rilevato contaminanti. Arpav riconduce il risultato al forte effetto ‘camino’ della fase iniziale dell’incendio, quando il rogo richiamava molta aria verso l’alto. Un’ora e quarantacinque minuti più tardi, però, in via dell’Astronomia, il quadro cambia: vengono rilevati diversi composti riconducibili alla combustione, con una concentrazione elevata di toluene. Alle 18.15, nel campionamento effettuato davanti all’istituto scolastico G. Ciscato di via Milano, viene rilevato soltanto toluene sopra il limite di quantificazione, ma in concentrazione limitata e, alle 22, quando le condizioni di ricaduta dei fumi erano ormai stabili con vento sottovento verso sud-est, il campione raccolto in via Canova evidenzia nuovamente traccianti dell’incendio: toluene e stirene.

Il dato che ancora manca: diossine e furani
C’è poi un capitolo ancora da scrivere. Nei punti di via dell’Astronomia e via Canova sono stati effettuati anche campionamenti ad alto volume per cercare microinquinanti organici, tra cui diossine e furani: i risultati non sono ancora disponibili. Arriveranno nei prossimi giorni e saranno quindi questi ulteriori dati a completare il quadro dei controlli ambientali. Per ora Arpav sottolinea che nei campioni già analizzati non sono stati rilevati composti clorurati.

Le centraline non registrano anomalie
C’è anche un’altra fotografia della situazione, quella restituita dalla rete delle centraline Arpav per la qualità dell’aria. Considerata la direzione dei venti nelle ore pomeridiane, è stata osservata in particolare la stazione di Schio, in via Vecellio. I valori di particolato, biossido di azoto e composti organici volatili sono risultati in linea con quelli dei giorni precedenti: anche le altre centraline della provincia non hanno evidenziato concentrazioni anomale. Un dato importante, che va letto insieme ai campionamenti puntuali: le centraline della rete fissa non hanno registrato un peggioramento anomalo della qualità dell’aria, mentre i campioni effettuati nelle aree interessate dalla ricaduta hanno individuato alcuni composti della combustione.

Controllato anche l’Orolo
Il monitoraggio non si è fermato all’aria. Arpav ha verificato anche il torrente Orolo, dove è stata riscontrata una modesta presenza di schiume. Sul fronte delle acque di spegnimento, la ditta ha bloccato tempestivamente la fuoriuscita delle acque di risulta dal proprio stabilimento, procedendo alla loro aspirazione attraverso autobotti.

Incendio spento, controlli ancora in corso
Nella tarda serata di ieri l’incendio era sotto controllo: nella notte ha lavorato una task force, composta da 50 vigili del fuoco. All’alba di oggi, 2 ottobre, risultava completamente concluso. Ma la fine delle fiamme non coincide con la fine dei controlli. Arpav, Prefettura, Comune di Malo e Ulss 7 stanno continuando a seguire la situazione e nella mattinata di oggi sono proseguiti monitoraggi e rilievi sul campo. Per ora i dati disponibili restituiscono un quadro fatto di tracce di combustione rilevate in alcuni punti, concentrazioni variabili e nessuna anomalia significativa registrata dalle centraline provinciali. Restano però da conoscere gli esiti delle analisi sui microinquinanti, in particolare diossine e furani. Il fumo ormai non si vede più. I tecnici, invece, continuano a cercare quello che il fumo può aver lasciato dietro di sé.

di Redazione AltovicentinOnline

Fonte: Arpav – aggiornamento del 2 ottobre 2026

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