Non è stata una vera elezione, almeno non nel senso di una competizione aperta tra candidati. Alla fine, il Consiglio dell’Unione Montana Pasubio Piccole Dolomiti ha confermato Mosè Squarzon alla presidenza, ma dietro una decisione apparentemente condivisa si sarebbe giocata anche una partita politica meno visibile. Se da tempo Squarzon manifestava la disponibilità a lasciare l’incarico, raccogliendo però segnali di apprezzamento e inviti a proseguire, nel frattempo sarebbe circolato sottotraccia anche il nome di Armando Cunegato come possibile alternativa.

La seduta del 6 ottobre si è così conclusa con la conferma dell’attuale presidente, chiamato a proseguire il lavoro avviato nei due anni precedenti. Una scelta che, almeno ufficialmente, punta alla continuità amministrativa in una fase nella quale l’Unione intende rafforzare il proprio ruolo di coordinamento tra i dieci Comuni aderenti. Squarzon ha accettato di rimanere in carica per un altro anno, il tempo necessario per accompagnare i progetti già avviati e preparare una modifica dello statuto che porti la durata del mandato presidenziale da due a tre anni.

Ma il retroscena del possibile avvicendamento aggiunge un elemento alla lettura della decisione. La disponibilità di Squarzon a farsi da parte non si è infatti tradotta in un passaggio di consegne. Anzi, le manifestazioni di fiducia ricevute dai colleghi sindaci hanno finito per consolidare la sua permanenza, mentre il nome di Cunegato, secondo le indiscrezioni circolate, veniva preso in considerazione per la successione. Una candidatura che non è arrivata a concretizzarsi in una sfida formale.

La gestione associata al centro della seduta

Al di là delle dinamiche legate alla presidenza, il Consiglio ha approvato le convenzioni per la gestione associata di tre ambiti strategici: turismo, sistema informatico territoriale e manutenzione del territorio, comprendendo anche energia e sviluppo sostenibile.

L’obiettivo è superare una gestione frammentata delle funzioni comunali, affidando all’Unione un ruolo più incisivo nel coordinamento e nella programmazione. Una scelta che punta a mettere in rete competenze e risorse, favorendo politiche omogenee su un territorio che condivide caratteristiche, opportunità e criticità.

Le convenzioni approvate con i Comuni interessati si inseriscono in un percorso già avviato anche attraverso le risorse del PNRR e del FOSMIT. La gestione associata, nelle intenzioni dell’ente, dovrebbe consentire di ottimizzare le risorse disponibili e rafforzare la capacità di partecipare ai bandi e ottenere finanziamenti.

Turismo, la sfida più ambiziosa

Tra i tre settori, è soprattutto quello turistico a presentare prospettive di sviluppo significative. Negli ultimi due anni l’Unione ha già investito nella promozione del territorio attraverso un portale web dedicato, un pannello a led per la comunicazione degli eventi, il supporto di un ufficio stampa, escursioni naturalistiche, un marchio d’area e iniziative legate all’Università della montagna.

Il passaggio più rilevante riguarda però la possibilità di costruire una strategia comune anche sul piano delle risorse economiche. I Comuni hanno infatti scelto di delegare all’Unione la funzione relativa all’imposta di soggiorno, finora istituita soltanto dal Comune di Valli del Pasubio.

Le presenze turistiche nell’area vengono stimate in circa 100 mila all’anno. Un dato che lascia intravedere il potenziale di un fondo condiviso da destinare alla promozione e allo sviluppo turistico dell’intero comprensorio. Le scelte sull’utilizzo delle risorse saranno affidate alla conferenza dei sindaci, attraverso i delegati alla funzione turistica.

La sfida sarà trasformare questa disponibilità in progetti concreti, capaci di valorizzare le peculiarità dei singoli Comuni all’interno di una proposta territoriale riconoscibile e coordinata.

Squarzon: «L’unione è una necessità strategica»

Nel confermare la propria disponibilità a proseguire, Squarzon ha ringraziato i colleghi sindaci e la struttura dell’Unione per il sostegno ricevuto, sottolineando l’intensità dei due anni trascorsi alla guida dell’ente.

Il presidente ha richiamato le difficoltà che interessano in particolare le realtà più piccole, tra riorganizzazione degli enti pubblici, riduzione delle risorse e carenze di personale. In questo quadro, ha ribadito la necessità di rafforzare la cooperazione tra amministrazioni, superando la logica dei singoli comparti.

«Abbandonare l’isolamento e superare la logica dei “comparti stagni” non è più solo un’opzione, è una necessità morale e strategica», ha dichiarato, indicando nell’Unione uno strumento per tutelare le comunità locali e garantire servizi più efficienti senza rinunciare alle rispettive identità.

Squarzon ha inoltre escluso che la risposta alle difficoltà dei piccoli Comuni debba passare necessariamente attraverso fusioni imposte dall’alto, rivendicando invece la possibilità di migliorare l’organizzazione amministrativa attraverso la collaborazione.

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