Da Milano a Mazzarino, in provincia di Caltanissetta, condividendo la propria auto grazie a ‘BlaBlaCar’, la piattaforma online di mobilità condivisa che mette in contatto conducenti con posti liberi nella propria vettura e passeggeri che devono percorrere la stessa tratta, permettendo di dividere le spese del viaggio. La lotta al caro-voli per le feste di Natale passa anche dai mezzi alternativi all’aereo per compiere un viaggio di 1.450 chilometri. Una strategia che Damiano Arena, insegnante di sostegno della scuola superiore, da dieci anni a Milano, mette in atto da diversi anni per potere contenere le spese ogni volta che decide di andare a trovare i genitori nella sua Mazzarino. “Diciotto ore di viaggio che divido con altre tre persone mettendo a disposizione la mia auto e dividendo le spese”, racconta Arena alla Dire.

ANCHE IL CARO-GASOLIO È UN PROBLEMA

Anche l’auto, però, è una soluzione che deve fare i conti con il caro-gasolio: “Prima l’intero tragitto ci costava attorno ai 300 euro, adesso siamo a 400 – spiega -. Tra carburante e spese varie metteremo un fondo da cento euro ciascuno, sempre meglio dei prezzi esorbitanti dell’aereo”. Un viaggio via terra prevede però anche le spese di pedaggio delle autostrade: “Da Milano a Salerno sono 64 euro, poi c’è il prezzo del traghetto da Villa San Giovanni a Messina – aggiunge Arena, che nella sua città ha fondato l’associazione Mazzarino Lab -, una tassa che noi siciliani siamo costretti a pagare se vogliamo tornare a casa e rispetto alla quale nessuno interviene. L’ultima spesa è rappresentata dall’autostrada Messina-Catania”. Non sono soltanto gli insegnanti a dovere fare i conti con i costi proibitivi per rientrare in Sicilia in occasione delle feste: “Mi è capitato di viaggiare con militari e con impiegati della Regione Lombardia – racconta -, tutti con lo stesso problema del caro-voli. Quanto costa un biglietto in questo momento? So soltanto che una collega e il marito spenderanno 500 euro per tornare in Sicilia quest’anno”.

RINCARI NATALE, ODISSEA STUDENTI SICILIANI PER RITORNO A NATALE

Partire quando le lezioni non sono ancora concluse e tornare con la ripresa già avviata da una settimana, oppure restare lontano da casa. Gli studenti siciliani che hanno scelto un percorso di studi lontano dall’Isola non hanno alternative per evitare il salasso dei biglietti aerei per il ritorno a casa in occasione delle feste natalizie. La Regione Siciliana da tempo ha attuato un rimborso che per gli studenti residenti nell’Isola arriva fino al 50%, con un limite massimo di 75 euro a tratta, ma il sostegno pubblico spesso non basta. E così per Natale, come per Pasqua, scatta la corsa al biglietto acquistato con largo anticipo e nelle date che spesso non coincidono con l’inizio e la fine delle feste. “Lo scorso anno sono partita nei giorni delle lezioni e sono tornata il 9 gennaio, quando il ciclo di studi era già ripartito – racconta alla Dire Carmen Buglisi, palermitana che segue un corso di laurea in Studi europei a Padova. La storia è sempre la stessa: voli che normalmente costano 20-30 euro a tratta, per le festività schizzano alle stelle fino a 250 euro per un solo biglietto di andata”. Buglisi in questo momento sta completando gli studi in Francia: “Il paradosso – dice – è che mi converebbe un biglietto Torino-Tirana-Palermo invece che il diretto verso la Sicilia. Quest’anno ho già fatto il biglietto di andata ma non quello di ritorno”. Gli stessi problemi li affronta Consuelo Camerino, che da Palermo ha deciso di studiare alla Sapienza di Roma Risorse umane, scienze del lavoro e innovazione: “Noi giovani siamo spesso costretti a trasferirci se vogliamo realizzare i nostri sogni – dice -. I biglietti di quest’anno? Non li ho ancora fatti, non so neanche se tornerò a casa per Natale. La realtà per noi studenti è questa, con le compagnie che approfittano della situazione”. L’ipotesi del treno Roma-Palermo viene scaratata: “A fronte di un risparmio di circa 20-30 euro si parla di un viaggio di 12 ore, con cambi e disagi di ogni tipo”.

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