Vietare la vendita di animali vivi nei mercati e nelle fiere di tutta Italia. È questo l’obiettivo della petizione promossa da una coalizione di associazioni, che punta a ottenere un cambiamento normativo per tutelare gli animali e contrastare una pratica ritenuta dannosa anche per la salute pubblica e l’ambiente.
La raccolta di firme si inserisce in una più ampia campagna di sensibilizzazione, mobilitazione dei cittadini e pressione politica. La richiesta è chiara: impedire che animali vivi vengano esposti e venduti nei mercati, spesso in condizioni inadeguate, e favorire un approccio più responsabile alla loro tutela.
«Oltre ad essere una crudeltà inutile, la vendita di animali vivi nei mercati rappresenta un rischio per la salute pubblica e per l’ambiente», spiegano le associazioni promotrici. Un altro problema riguarda gli acquisti impulsivi, che rischiano di trasformare gli animali in oggetti da comprare senza un’adeguata valutazione delle responsabilità, con conseguenze che possono arrivare fino all’abbandono.
A sostegno della petizione, nei mesi scorsi la coalizione ha svolto indagini sul campo in Piemonte, Toscana e Puglia, documentando situazioni critiche: quaglie ferite, polli agonizzanti e uccelli ammassati in gabbie esposte al sole, anche con temperature superiori ai 37 gradi. Tra gli episodi segnalati figurano anche pesci uccisi con modalità cruente e alimenti esposti a pochi centimetri dagli animali vivi.
Secondo i promotori, anche al di là dei casi più gravi, la permanenza nei mercati può sottoporre gli animali a stress e sofferenze, tra gabbie sovraffollate, protezioni insufficienti dal caldo e dal freddo e accesso limitato ad acqua e cibo. La vicinanza con i banchi alimentari solleva inoltre possibili problemi igienico-sanitari.
La coalizione sottolinea anche il rischio che la vendita favorisca decisioni poco ponderate, senza una reale consapevolezza delle esigenze degli animali e dell’impegno necessario per mantenerli. Una situazione che può tradursi in cure inadeguate e abbandoni.
La petizione vuole quindi trasformare queste segnalazioni in una richiesta concreta alle istituzioni: introdurre un divieto nazionale alla vendita di animali vivi nei mercati e nelle fiere. La campagna punta a coinvolgere cittadini e decisori politici affinché il benessere animale diventi una priorità e queste situazioni non siano più considerate una consuetudine.
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