La prima defezione pesante arriva da Verona e ha un significato particolare: a lasciare Futuro Nazionale, il movimento politico fondato dal generale Roberto Vannacci, è Antonsergio Belfiori, ufficiale dell’Aeronautica Militare in servizio e dirigente sindacale, che soltanto pochi mesi fa aveva contribuito a costruire la presenza territoriale del partito nel Veronese. Una decisione accompagnata da parole durissime nei confronti del generale e del modello organizzativo del movimento. E che si aggiunge alle difficoltà di radicamento registrate in diverse parti d’Italia, Veneto compreso. Nella nostra Thiene , come si ricorderà, si è già vissuta una frattura significativa con le dimissioni dell’intero direttivo cittadino.
Belfiori aveva fondato nel marzo scorso a Villafranca un comitato territoriale di Futuro Nazionale, arrivando a raccogliere circa cento iscritti, molti dei quali appartenenti al mondo militare. La sua adesione aveva suscitato polemiche e attirato l’attenzione anche della magistratura militare: dopo un esposto del sindacato dei militari, la Procura militare di Roma aveva avviato accertamenti. L’ufficiale riferisce inoltre di aver affrontato un procedimento disciplinare, conclusosi senza il riconoscimento di alcun illecito.
Ora, però, la decisione di rompere con il progetto politico di Vannacci. E le motivazioni non lasciano spazio a interpretazioni. Belfiori definisce Futuro Nazionale «un partito personale, senza alcun confronto», accusando il generale di aver costruito un’organizzazione nella quale pochi decidono e la base è chiamata sostanzialmente a eseguire.
«Vannacci prometteva una rivoluzione politica – afferma sulle pagine de Il Corriere del Veneto –, ma oggi vedo un movimento nel quale la vecchia politica ha trovato una nuova collocazione, mentre il confronto, le idee e la partecipazione sono rimasti sostanzialmente sulla carta».
Nel mirino anche la gestione interna e l’assenza di un reale dibattito. «In questi mesi di attività non ho assistito a un solo autentico dibattito politico con la base, zero», sostiene, descrivendo le chat regionali e nazionali come semplici bacheche di comunicazioni unidirezionali, senza possibilità di replica e senza elaborazione condivisa. Una storia già raccontata dai delusi dell’Alto Vicentino che hanno abbandonato dichiarando di non essere degli “esecutori di ordini dall’alto”.
IL CASO THIENE: DIMISSIONI IN BLOCCO DEL DIRETTIVO
Il Veneto, dunque, non è immune dalle difficoltà che stanno accompagnando la costruzione del movimento vannacciano. E se a Verona la defezione arriva da un ufficiale che aveva contribuito a fondare un comitato territoriale, a Thiene il colpo politico era arrivato con le dimissioni dell’intero direttivo cittadino, guidato da Enrico Santini.
Una rottura che aveva privato il movimento di un gruppo dirigente locale e che rappresentava un passaggio tutt’altro che secondario nella costruzione della presenza di Futuro Nazionale nell’Alto Vicentino. Un segnale di difficoltà organizzativa che assume un peso ancora maggiore se letto insieme alle vicende veronesi.
Un particolare, inoltre, non passa inosservato: nonostante le dimissioni in blocco, il nome di Enrico Santini e i relativi riferimenti risultano ancora presenti sul sito ufficiale del movimento, nella struttura territoriale. Un elemento che restituisce l’immagine di un’organizzazione nella quale la rappresentazione pubblica dei referenti locali non sempre sembra seguire l’evoluzione degli equilibri interni.
Sembra invece godere di ottima salute il comitato scledense capitanano da Alexandros Zachos che si fa immortalare con il generale e che appare “più innamorato che mai”. Sui social un’invasione di foto, che sugellano un credo nel movimento, che resiste.
LA RISPOSTA DEL MOVIMENTO: NUOVI COORDINATORI GIOVANILI IN TUTTE LE PROVINCE
Mentre emergono le defezioni e le difficoltà dei comitati territoriali, Futuro Nazionale prova a rilanciare sul fronte organizzativo. Il coordinamento regionale del Veneto ha infatti annunciato la nomina dei nuovi coordinatori provinciali di Futuro Nazionale Giovani, nell’ambito della fase costituente del movimento.
Sette i referenti individuati, uno per ciascuna provincia: a Verona Maria Giulia Di Giovanni, a Treviso Valeria Milani, a Belluno Mattia Colle, a Padova Edoardo Taormina, a Rovigo Luca Bernardinello, a Venezia Nicolò Nordio e a Vicenza Elia Albanese.
Le nomine sono state definite nell’ambito del mandato conferito dal coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, con il coinvolgimento del responsabile nazionale giovani Adone Michelangelo Prunetti, del coordinatore regionale veneto Guido Giacometti e del coordinatore regionale di Futuro Nazionale Giovani Emanuele Gatto.
L’obiettivo dichiarato è costruire una rete giovanile capillare, favorire il coinvolgimento di nuovi iscritti e rafforzare la presenza del movimento nei territori.
Un annuncio che punta a trasmettere un’immagine di rilancio e consolidamento. Ma che arriva in una fase nella quale, tra Verona e Thiene, le difficoltà di tenuta dei gruppi locali hanno già lasciato il segno. Per Vannacci, la sfida non è soltanto conquistare nuovi sostenitori, ma riuscire a trasformare il consenso in una struttura politica capace di reggere anche quando arrivano le prime tensioni interne.
di redazione Altovicentinonline
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