“E’ stata chiarita l’efficacia e l’efficienza della sanità pubblica veneta, la capacità della macchina regionale grazie alle competenze e alla prontezza d’azione di tutto il sistema”. Così le consigliere regionali Milena Cecchetto (Liga Veneta per Salvini Premier) e Sonia Brescacin (Zaia Presidente), rispettivamente vicepresidente e segretario della Commissione.

 

“I virologi hanno spiegato l’efficacia dei tamponi molecolari e dei tamponi rapidi, confermando che l’azione veneta sul piano di testing è stata corretta ed efficace. Il professor Clementi, direttore laboratorio della Microbiologia e Virologia del San Raffaele di Milano, ha sancito che vi sono degli studi internazionali che dimostrano utilità e affidabilità dei tamponi rapidi e che dovevano essere utilizzati per la rapidità di intercettare i positivi, soprattutto con alta carica virale.

Il dottor Flor ha inoltre ribadito la necessità di utilizzare i tamponi rapidi negli ospedali per poter refertare pazienti che necessitavano di entrare ed essere curati il prima possibile. Le tempistiche e la mole di test richiesti non permetteva alternativa. Da Abbot è stato spiegato che lo studio sui tamponi rapidi non c’è. L’audizione di Crisanti – proseguono le consigliere – è stata a dir poco imbarazzante, non ha saputo rispondere alla maggior parte delle domande collezionando una serie di “non ricordo” e “non so”. Alle domande sul suo studio si è arrampicato sugli specchi, utilizzando metafore con i bicchieri incomprensibili.

Lo stesso “studio” è stato smontato anche dal prof. Palù, che ne ha dimostrato l’inconsistenza dal punto di vista scientifico. Il dott. Mantoan ha sottolineato come il tampone rapido sia stato strumento complementare di diagnostica che ha permesso ditrovare più casi possibili e salvare quindi più vite possibili. L’opposizione per mesi ha attaccato l’amministrazione regionale, in un momento in cui premeva affrontare l’emergenza sanitaria, con dati non veritieri e senza supporto scientifico. Alla luce di questa audizione è ancora più chiara l’intenzione della polemica politica, protratta per mesi sulla pelle dei veneti. Veneti che oggi dovrebbero pretendere delle spiegazioni da Crisanti, perché ad oggi, il suo studio” non è stato ancora pubblicato, e se non è pubblicato non può esser definito scienza, come spiegato dal professor Palù”.

Comunicato Stampa

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