Diventa operativo in Veneto il piano regionale di contrasto alla povertà e di promozione della rete per l’inclusione sociale: con l’insediamento del tavolo regionale, presieduto dall’assessore al sociale Manuela Lanzarin, si costituisce l’organismo politico e tecnico per la regìa degli interventi e il monitoraggio delle azioni territoriali.

Il piano regionale di contrasto alla povertà, messo a punto in Regione e validata dal ministero del Welfare ad agosto, e ora in fase di attuazione, ha una dote finanziaria di 13,2 milioni di euro dedicata al Rei (reddito di inclusione) e di 1,3 milioni di euro per i senza dimora. Inoltre, facendo perno sulle politiche per la casa, per l’infanzia, per l’occupazione e per il recupero degli sprechi alimentari, secondo una logica integrata di presa in carico delle persone e dei nuclei familiari, mette in movimento risorse complessive per quasi 100 milioni di euro.

Componenti del tavolo sono gli assessori regionali al sociale, al lavoro e alla sanità, l’Alleanza contro le povertà, l’Inps (in quanto soggetto erogatore del Rei) l’Anci e i sindaci dei 21 ambiti territoriali regionali (che corrispondono ai territori delle ex Ulss), nei quali ora il piano regionale dovrà essere declinato in chiave locale.

“Con l’insediamento dell’organismo di regìa – spiega l’assessore – abbiamo dato il via alla progressiva attuazione della programmazione regionale anti-povertà. Il tavolo regionale ha concordato regole, metodo, strumenti e linea politica di azione, trovando il pieno consenso in tutte le parti rappresentate. Ora spetta ai singoli territori organizzare la propria mappa di interventi, promuovere alleanze locali, valorizzare quanto si sta già facendo per aiutare persone e famiglie ad emergere dalla povertà e a riguadagnare lavoro, dignità e futuro. Le risorse ci sono, bisogna saperle impegnare al meglio, per evitare assistenzialismi e promuovere progetti di comunità e di inclusione attiva”.

“Il piano regionale per il contrasto alla povertà, frutto di un percorso partecipato con gli Ambiti territoriali, l’ordine degli assistenti sociali, la banca mondiale e l’alleanza contro la povertà – ha ricordato l’assessore – dovrà innescare processi nuovi e generativi, affinché la stretta alleanza tra il pubblico e il privato sociale possa far crescere le comunità nella dimensione della solidarietà e della prossimità”.

I numeri in Veneto
Secondo le statistiche sono 870 mila i veneti in condizione di povertà relativa (quasi un residente su 6), oltre 230 mila quelli in povertà assoluta. Ad essere assistiti con il Rei, vale a dire con l’assegno medio mensile di circa 240 euro in vigore in via sperimentale a livello nazionale dal 2017, in Veneto sono circa 25mila persone, per un totale di 8800 nuclei familiari. Dal 2013 il Veneto sperimenta inoltre una propria misura assistenziale, il reddito di inclusione attiva (Ria), che attiva i Comuni e tutti i servizi pubblici e privati del territorio su segnalazione dei servizi sociali. Nell’ultima annualità sono state circa 1500 le persone beneficiarie del Ria, con un crescente coinvolgimento diretto delle amministrazioni comunali (arrivate a 232), e un impegno finanziario per la Regione di 3,8 milioni di euro.

“In questa fase di grande incertezza sulla prosecuzione del Rei e sul futuro reddito di cittadinanza, comuni e associazioni del Veneto hanno sottolineato il buon esito del modello veneto del reddito di inclusione attiva – sottolinea l’assessore – Un modello di presa in carico più flessibile e pragmatico rispetto al Rei, orientato alla presa in carico della persona, nei suoi molteplici bisogni, ma anche di promozione delle risposte attive dell’interessato e del territorio”.

a cura ufficio stampa Regione Veneto

 

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