Il Veneto è alle prese con una dura siccità e Viacqua “desidera innanzitutto rassicurare la cittadinanza: nel bacino servito dall’azienda non risultano al momento situazioni di criticità nella fornitura di acqua potabile tramite la rete acquedottistica. L’erogazione prosegue regolarmente e senza interruzioni”. Tuttavia, “l’acqua è una risorsa condivisa e tutti gli utilizzatori devono farne un uso responsabile, affinché le riserve, inferiori alla media stagionale, siano sufficienti ad alimentare acquedotti, agricoltura e attività produttive”. Quindi, come disposto anche dalla Regione, in queste ore è stata inviata una comunicazione a tutti i Comuni soci, invitandoli a diffondere “comportamenti sull’uso responsabile dell’acqua attraverso i propri canali”, come Viacqua sta già facendo da alcune settimane con una campagna informativa sui media locali. L’obiettivo è “preservare le riserve attuali evitando ogni possibile spreco”. Per non sprecare preservare si raccomanda di evitare di usare acqua per irrigare prati, giardini e orti, per lavare piazzali, cortili e vialetti (salvo comprovate esigenze di igiene pubblica autorizzate), oppure le auto o per alimentare fontane ornamentali, zampilli, piscine.

“Davanti alla situazione regionale- dice il presidente di Viacqua, Federico Ginato- siamo tutti chiamati ad adottare comportamenti più sostenibili nell’utilizzo dell’acqua per preservare le riserve attuali, già sotto pressione”. Non ci sono criticità di approvvigionamenti per gli acquedotti, ma “è importante che ciascuno faccia la propria parte per ridurre i prelievi, poiché le riserve d’acqua di qualità sono le più importanti risorse condivise che abbiamo, per l’uso domestico, agricolo e produttivo”, raccomanda Ginato.

I dati di Arpav sulla disponibilità d’acqua di giugno “confermano una situazione di sofferenza per il nostro territorio, che richiede massima attenzione e una gestione oculata delle risorse”. Così l’assessore regionale all’Ambiente e al Clima del Veneto, Elisa Venturini, letti i numeri che registrano precipitazioni inferiori alla media, con una media regionale di 85 millimetri rispetto ai 100 del periodo 1991-2020. Il deficit pluviometrico si è tradotto in un sensibile calo delle portate dei principali fiumi veneti: il Po registra valori inferiori del 70% rispetto alla media storica, l’Adige del 60%, mentre Bacchiglione e Brenta si attestano tra il -53% e il -60%. Anche i corsi d’acqua montani evidenziano una diminuzione delle portate compresa tra il 30% e il 45%. “Questi numeri- prosegue Venturini- ci pongono di fronte a una realtà climatica che non possiamo sottovalutare”. Il piccolo recupero di metà giugno per le piogge della prima parte del mese, non è un miglioramento che si è consolidato: il caldo intenso e la persistente scarsità di piogge “hanno determinato un nuovo peggioramento del quadro idrologico. Sebbene i valori medi mensili risultino ancora leggermente superiori a quelli particolarmente critici registrati nel 2022, il divario rispetto alle medie storiche è evidente e testimonia l’impatto di un cambiamento climatico che rende la disponibilità d’acqua sempre più variabile e vulnerabile”. La Regione è in costante contatto con Arpav e con altri enti per monitorare l’evoluzione della situazione e “garantire il necessario coordinamento per affrontare le criticità legate alla scarsità d’acqua, a tutela dell’agricoltura, degli ecosistemi e del fabbisogno civile”, ma Venturini caldeggia anche la diffusione di “una cultura dell’uso consapevole e responsabile dell’acqua”.

di Redazione AltovicentinOnline

 

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