Il ‘monte sacro’ di Cogollo del Cengio tornerà virtualmente a 100 anni fa grazie ad una accurata rievocazione storica che ricostruisce la tragica vita del soldato di trincea.

 

Per iniziativa di un gruppo di storici appassionati, domani il monte Cengio sarà percorso da decine di figuranti con tanto di muli e ospedale da campo, delle vere e proprie illustrazioni storiche viventi di grande impatto visivo, senza la retorica di certe celebrazioni che non mettono in luce la complessità di un evento che tanto ha segnato il nostro territorio anche dal punto di vista sociale.

 

L’inizio della manifestazione è previsto per le 9.30 con l’alzabandiera in piazzale Granatieri di Sardegna. In seguito i rievocatori saranno disponibili per accompagnare i visitatori, in gruppi da 20, lungo i luoghi significativi, le trincee, le gallerie ed il famoso saldo del granatiere, e illustrare gli avvenimenti bellici sul posto esatto in cui sono accaduti, percorrendo il sentiero della ‘Granatiera’ fino alla croce.

 

A pranzo una ‘chicca’ d’altri tempi: il rifugio al Granatiere ha preparato per l’occasione, elaborato secondo la ricetta originale, con le stesse calorie e gli stessi ingredienti, il ‘piatto del soldato’ in trincea, a base di minestrone e goulash.

 

Sono previsti anche dei veri e propri filmati dell’epoca all’interno di alcune gallerie, mentre alla croce ci sarà per i vari gruppi anche una disamina dello storico di Cogollo Germano Zuccollo, dove si parlerà di tutte le vittime della guerra, di granatieri e di fanti, presenti numerosissimi al Cengio, senza tralasciare i soldati nemici, accumunati dalla stessa sorte ma sotto un’altra bandiera.

rievocazione storica cengio 3 luglio 2016

 

Alle 16,30 è in programma la messa sempre in piazzale dei Granatieri celebrata da Don Luigi Gatto, ed esibizione del coro ANA di Thiene in piazzale Pennella. Per il rito verrà usato un altare da campo originale della prima guerra mondiale, ora conservato nella chiesetta del Granatiere. Alle 17 ci sarà la chiusura della manifestazione con l’ammainabandiera.

 

‘Il nostro intento – ha detto uno degli ideatori della manifestazione, Giovanni Laghetto –  non è quello di fare l’ennesima sterile celebrazione con l’immancabile divisione tra vincitori e vinti, ma mostrare quanto sia stato grande il segno che ha lasciato la guerra sul tessuto sociale per la presenza dei militari nel nostro territorio, e soprattutto come ancora oggi si possa dare un senso all’evento legandolo all’attualità, radicandolo nei luoghi di naturale passaggio delle persone, come i ristoranti o i sentieri. Non dobbiamo parlare sempre di elmetti e baionette’.

 

La rievocazione e la passeggiata sono state organizzate grazie alla collaborazione del rifugio al Granatiere del monte Cengio, il gruppo podistico ‘La cogolana’, l’associazione IV novembre e l’associazione ‘Uniti nella memoria’. La passeggiata è stata inoltre inserita nel percorso Fiasp.

 

 

Marta Boriero

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