Giornata speciale per l’Associazione Casa Michela, che oggi ha accolto nella sede di via Montegrappa il presidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, Ugo Cappellacci, e il deputato maranese di Forza Italia Erik Pretto. Ad attenderli il presidente e fondatore Umberto D’Anna, con il direttivo al completo e tanti docenti. Presente come ospite anche il sindaco di Thiene, Gianantonio Michelusi.
Prima della presentazione del suo libro, in programma in serata a Vicenza, Cappellacci ha voluto conoscere alcune realtà del territorio. A guidarlo fino a Casa Michela è stato Erik Pretto. Al termine della visita i due parlamentari hanno voluto mettere nero su bianco ciò che avevano visto e ascoltato. «Una famiglia che vede un figlio attraversare un momento di difficoltà deve poter trovare qualcuno capace di ascoltarla, accompagnarla e orientarla», ha dichiarato Cappellacci.
«Casa Michela svolge un lavoro prezioso proprio perché costruisce attorno ai giovani una rete di persone in grado di sostenerli non soltanto nello studio, ma anche nel loro percorso di crescita. Ringrazio Erik Pretto per avermi fatto conoscere questa realtà, il Sindaco Michelusi per aver condiviso con noi questo incontro e il Presidente Umberto D’Anna, insieme a tutti i docenti e ai professionisti che ogni giorno dedicano tempo e competenze a bambini, adolescenti e genitori».
Non meno sentite le parole di Erik Pretto. «Casa Michela rappresenta un esempio concreto di quanto il volontariato, la competenza e la determinazione delle persone possano fare per affiancare i nuclei familiari e offrire ai nostri giovani un aiuto non soltanto didattico, ma anche psicologico ed educativo, intervenendo inambiti nei quali i servizi pubblici non sempre riescono a rispondere pienamente a tutte le necessità», dichiara il deputato. «Associazioni di questo tipo meritano di essere conosciute e valorizzate, affinché modelli così positivi possano diventare un riferimento anche per altri contesti nei quali emergono le medesime esigenze educative, sociali e di inclusione».
Casa Michela nasce nel ricordo della professoressa Michela Malagoli, moglie di Umberto D’Anna, insegnante di lingue specializzata nel sostegno, che sognava una scuola capace di accogliere ogni ragazzo. Quel sogno è diventato una casa, con un motto preciso: «Perché nessun ragazzo resti indietro». Ogni pomeriggio, dalle 14 alle 19, l’associazione segue bambini e ragazzi dalla prima elementare alla quinta superiore: studio assistito, ripetizioni, percorsi per DSA, BES e ADHD, sostegno psicologico, orientamento e metodo di studio, inglese potenziato, informatica e attività culturali. Per adulti e famiglie ci sono yoga, pilates, salsa e bachata, uncinetto e un corso antistress.
Anche le aule raccontano una storia, a partire dalla Stanza di Aldo, dedicata a un volontario che amava i ragazzi. Dietro tutto questo c’è una squadra. Il direttivo è composto dal presidente Umberto D’Anna, dalla vicepresidente Gioia D’Anna, dal tesoriere Alfonso D’Anna, da Gabrielalfonso D’Anna, coordinatore dei giovani docenti e dei volontari, dalla dottoressa Francesca Rundini, responsabile del team di psicologi, da Nicolò Calore, responsabile dell’area informatica, e da Vanna Verona, responsabile dell’area tecnica e sportiva. Con loro lavorano tanti docenti che ogni giorno restituiscono fiducia a ragazzi e famiglie. E c’è Umberto D’Anna, fondatore e scrittore, che da allora ha fatto del sogno di Michela la ragione di ogni sua giornata. E l’associazione guarda già avanti. L’11 dicembre 2026, nelle Opere Parrocchiali del Duomo di Thiene, Casa Michela presenterà la propria app insieme a Nicolò Calore, che l’ha ideata e realizzata.
Oggi il sogno di Michela è arrivato fino al Parlamento. A Casa Michela resta la gratitudine verso il presidente Cappellacci e l’onorevole Pretto, che hanno scelto di fermarsi, ascoltare e riconoscere il lavoro di tante persone. Domani alle 14 le porte di via Montegrappa si riapriranno come ogni giorno, con i quaderni sui banchi e un posto pronto per chiunque arrivi. Perché in ogni ragazzo che non resta indietro, Michela continua a insegnare.
di redazione AltovicentinOnline
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