Dedicato ad Andrea, piccolo thienese strappato alla vita dalla leucemia a soli 4 anni. Sabato 8 aprile alle 21 al Fonato di Thiene andrà in scena lo spettacolo “Oscar e la dama rosa”, organizzato da Città della Speranza in collaborazione col Comune di Thiene.

Ideato e diretto da Chiara Turra, assieme a Francesca Tres, lo spettacolo è tratto dal capolavoro letterario di Eric-Emmanuel Schmitt, tra parole, musica e danza racconta la storia di Oscar, a soli 10 anni condannato in ospedale da una malattia che  i medici non riusciranno a sconfiggere dove, su invito di Nonna Rosa un’anziana signora che lo  va a trovare tutti i giorni, finge che ogni giorno duri dieci anni. In dodici giorni scrive a Dio 120 anni di vita intensa, di fantasie, paure, il rapporto con i genitori e i medici, l’amore per una bambina ricoverata assieme a  lui,  condensati nel segreto dell’esistenza, svelato attraverso gli occhi di un bambino, puri e lucidi. Una favola malinconica,nel contempo ironica e divertente, di quelle che difficilmenoscar e la dama rosate si scordano, che fanno veramente bene, perché “L’unica soluzione per la vita è vivere”. In scena dal 2015 lo spettacolo ha strappato numerosi consensi nel vicentino, ma non solo. Un mese fa ha commosso gli spettatori del teatro Magnani di Fidenza e dopo la tappa thienese andrà in scena a Montebelluna al ‘Musicalia’, premiando un cast d’eccellenza: Francesca Tres, voce narrante, Chiara Turra, voce, Claudia Mantese danzatrice, Massimo Barbieri, pianoforte, Nico Crosara, basso elettrico e Alessandro Zucchi, percussioni.

 

Lo spettacolo sarà un omaggio al piccolo Andrea Turra di Thiene, morto di leucemia nel 2009, dopo un doloroso travaglio iniziato nel dicembre 2005 quando aveva soli 13 mesi, così piccolo e già alle prese con la grande battaglia per la vita. “Fino a quel dicembre andava tutto bene, Andrea era un bambino bellissimo, dolce, la nostra gioia di vita – racconta mamma Marika, con lo sguardo consapevole di chi oggi, dopo un dolore così atroce, riprende la sua vita   –Tutto è cominciato con qualche settimana di febbre, lo abbiamo portato subito a Padova, alla clinica di oncoematologia pediatrica Città della Speranza, dove gli fu diagnostica la leucemia mieloide, forma rara che vede una luce di speranza solo nel trapianto di midollo”.andrea 1
Una diagnosi che schiaffeggia, che fa male, ma che gli enormi passi della ricerca riescono a debellare nell’80% dei casi.  Una casistica che sembrava includere anche Andrea, quando finalmente  ai suoi genitori viene detto che un donatore c’è, si trova in un paese lontano ma questo non è un problema. Il piccolo di casa Turra viene preparato per il trapianto, con cicli di chemioterapia in vista del grande giorno, pianificato prima a giugno ma poi posticipato a luglio per motivi di ripensamento del donatore.  Ma alla fine c’è tutto, tutto sembra andare per il meglio, il trapianto viene fatto e  la malattia viene sconfitta. “Sentivo dentro me che Andrea ce l’avrebbe fatta, altre opzioni non le consideravo – fa una pausa Marika prima continuare – Quando i medici ci hanno detto che era sorta una complicazione, la Gvhd che stava aggredendo i suoi organi e che non si poteva fare più nulla, abbiamo passato gli ultimi due mesi cercando di accettare quel destino crudele, che il 26 Settembre 2009 se lo è portato via”.

Raccontare la storia di Andrea Turra è come tratteggiare le ali di un angelo nel cielo, sferzato da un raggio caldo e giallo, colore che Andrea amava perché era quello del suo mito, Valentino Rossi, che ha conosciuto assieme ai  suoi genitori  che fino all’ultimo non si sono mai arresi, spinti dalla voglia di fargli gustare spizzichi di vita oltre a quella normalità che lui considerava sua: la stanza nella clinica pediatrica di oncoematologia di Padova, i cappellini buffi e colorati degli infermieri, gli altri ragazzini del reparto, mamma Marika sempre vicino a lui ogni minuto, attendendo papà Simone che ogni sera finito di lavorare si precipitava a Padova da loro. Questo il quotidiano di Andrea, in quei tre anni lenti e veloci allo stesso tempo, catapultando la vita di mamma e papà a sua dimensione ed esigenza, genitori che speravano e credevano nella sua guarigione.andrea 2
“Al giorno del funerale di Andrea ho fatto un appello, per sensibilizzare sempre più persone a diventare donatori, perché in quei tre anni ho visto fin troppi bambini e ragazzini privati di una possibilità  – continua Marika – E da allora non ho mai smesso, grazie alla forza che mi ha trasmesso Andrea, la stessa che lo aiutava ogni giorno ad affrontare il tutto col suo splendido sorriso”.
La serata di sabato 8 aprile al Fonato è ad ingresso libero e al termine della rappresentazione verranno raccolti fondi per la Fondazione Città della Speranza, in prima linea dal 1994 per l’assistenza ai piccoli pazienti e la ricerca nel campo delle patologie pediatriche.

Paola Viero

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