C’è chi apre un’attività seguendo le opportunità del mercato e chi, invece, decide di trasformare una passione in un lavoro, anche quando quel mercato sembra non essere ancora pronto. È la storia di No Gravity, una delle prime fumetterie dell’Alto Vicentino, nata a Thiene l’8 dicembre 1999 dalla scommessa di tre giovani di Sandrigo: Andrea De Lorentiis, Monica Garziera e Giuseppe Annoli. Quasi ventisette
anni dopo, tra crisi economiche, cambiamenti nelle abitudini dei consumatori e un settore
profondamente trasformato, i tre soci si preparano a una nuova sfida, quella di lasciare la storica sede nella Galleria di Thiene per trasferirsi in un locale all’angolo tra via Vittorio Veneto e via IV Novembre. Una scelta che racconta non soltanto l’evoluzione di un’attività commerciale, ma anche quella di una città che, negli ultimi decenni, ha cambiato volto. Perché se la Thiene di fine anni Novanta era un punto di riferimento per lo shopping e la socialità dell’Alto Vicentino, oggi il commercio cittadino deve confrontarsi con una realtà molto diversa. Eppure No Gravity ha deciso di restare, investire ancora e continuare a credere nel territorio.
Capelli lunghi, un look decisamente rock e una personalità che difficilmente passa inosservata, Andrea De Lorentiis, classe 1976, è il volto più riconoscibile di questa storia. Musicista e appassionato fin dall’infanzia di fumetti, animazione giapponese e cultura pop, ha costruito intorno ai propri interessi un percorso imprenditoriale fatto di sacrifici e intuizioni. “Da ragazzino prendevo il treno con gli amici e andavamo a visitare le fumetterie del Nord Italia, da Verona a Bergamo, Brescia e Milano. Ero talmente interessato che guardavo perfino le etichette sugli scatoloni sotto gli scaffali per capire chi fossero i fornitori. Poi ho cominciato a contattarli e a documentarmi su come aprire un negozio”, racconta. Andrea conosceva già Giuseppe Annoli, che condivideva la sua passione, mentre Monica Garziera, all’epoca fidanzata di Giuseppe e oggi sua moglie, aveva un progetto diverso. “Io avrei voluto aprire un bar, ma acquistare una licenza costava tantissimo. Giuseppe mi propose di aprire un negozio e mi parlò di Andrea. Io ero quella che conosceva meno questo mondo”, ricorda Monica. Tre personalità differenti che finirono per completarsi, dando vita a un’attività destinata ad accompagnare generazioni di appassionati.
La prima sede aprì in piazzetta Rossi, in appena una trentina di metri quadrati. La scelta di Thiene non fu casuale. “Eravamo tutti di Sandrigo, ma Thiene nel 1999 era una città molto più frequentata di oggi. Bassano e Vicenza avevano già attività simili, mentre qui vedevamo un’opportunità”, spiega Monica. La realtà, però, si rivelò più complicata delle aspettative. “Quando abbiamo aperto, molte persone entravano e ci chiedevano cosa vendessimo. Alle fiere sembrava un settore enorme, poi ti rendevi conto che gli appassionati erano ancora pochi. Pensavo fosse un business molto più remunerativo”, ammette Andrea. Per sostenere la crescita del negozio, lui e Giuseppe continuarono a lavorare come dipendenti, reinvestendo parte dei loro stipendi nell’attività. Andrea arrivava a lavorare in fabbrica mediamente dodici ore al giorno, completando il turno del mattino per poi rientrare nel pomeriggio e lavorare altre quattro o cinque ore, talvolta anche di più. Una scelta impegnativa, ma necessaria per garantire un sostegno economico alla fumetteria nei primi anni di attività. A mandare avanti quotidianamente il negozio era invece Monica, che, pur essendo inizialmente la meno esperta del settore, aveva dalla sua una naturale predisposizione al rapporto con il pubblico. “Io ero da sola tutto il giorno in negozio, mentre loro lavoravano e finanziavano quello che il negozio ancora non riusciva a sostenere”, ricorda. Una presenza costante che contribuì a costruire l’identità di No Gravity, un luogo accogliente anche per chi di manga e fumetti non sapeva nulla e magari entrava soltanto per curiosità.
Dopo circa quattro anni e mezzo arrivò la seconda scommessa, quella di trasferirsi nella Galleria di Thiene, allora uno dei luoghi più frequentati della città. “Era nel suo splendore. C’era movimento, la gente passeggiava e noi avevamo raggiunto il massimo che potevamo ottenere nel piccolo negozio di Piazzetta Rossi. Dovevamo ingrandirci, anche se non avevamo la certezza di riuscire a sostenere tutte le spese”, ricorda Andrea. Fu in quel periodo che iniziò a ridurre progressivamente il lavoro in fabbrica, passando dalle lunghe giornate lavorative a quattro-cinque ore quotidiane, fino a dedicarsi completamente alla fumetteria. Oggi, però, quella stessa galleria racconta un’altra Thiene. “Quando ci sono manifestazioni in centro, fuori trovi tantissime persone. Poi entri in galleria e sembra di essere in un altro mondo. A volte abbiamo più clienti dentro il nostro negozio che persone nel resto della galleria”, osserva Andrea. Un contrasto che racconta il cambiamento di un luogo un tempo vivace, frequentato e ricco di attività commerciali, oggi segnato da numerosi spazi vuoti. Ma secondo Andrea la trasformazione riguarda anche il commercio cittadino nel suo complesso. “Una volta ti spostavi apposta per andare in un negozio che aveva determinati prodotti. Thiene attirava persone anche da Vicenza, Bassano e Padova. Oggi, con le grandi catene, trovi spesso le stesse cose dappertutto. È più comodo, ma si è persa quella personalità che distingueva un negozio dall’altro”.
Da qui la decisione di cambiare ancora, senza abbandonare Thiene. Il nuovo locale, all’angolo tra via Vittorio Veneto e via IV Novembre, offrirà una diversa organizzazione degli spazi e maggiore visibilità rispetto alla galleria. “I fumetti avranno più spazio, perché attualmente sono sacrificati. Vorremmo anche reintrodurre snack e bevande asiatiche”, anticipa Andrea. Una nuova fase per un’attività che, nel frattempo, ha visto trasformarsi radicalmente anche il proprio settore, con manga e anime passati dall’essere passioni di nicchia a fenomeni conosciuti da un pubblico sempre più ampio.
Una delle svolte più significative è arrivata durante la pandemia. Mentre molte attività sospendevano gli ordini in attesa di capire cosa sarebbe successo, Andrea ha deciso di continuare a investire. “Mi sono fatto arrivare prodotti anche per dieci o quindicimila euro. È stato un rischio enorme, ma potevo lavorare a porte chiuse. Preparavo le figure, giravo video e li pubblicavo sui social, mentre le persone erano tutte a casa”. A questo ha aggiunto le consegne a domicilio, organizzate personalmente tra Thiene, Schio e altre località del Vicentino. “Chiamavo i clienti che avevano articoli prenotati e nel pomeriggio partivo per le consegne, chiedendo una cifra paragonabile a quella della consegna di una pizza. Quando abbiamo riaperto, molte di quelle persone sono diventate clienti abituali”. I social e il sito già esistente hanno permesso a No Gravity di raggiungere anche un pubblico nazionale, ampliando la propria notorietà oltre i confini dell’Alto Vicentino. Un percorso che oggi prosegue anche grazie al contributo di Alex, Gloria e Sara, collaboratori che da anni affiancano i tre fondatori nella gestione quotidiana del negozio e che sono diventati volti familiari anche per chi segue No Gravity sui social. Ognuno porta la propria esperienza nei diversi settori, partecipando alla realizzazione dei video e raccontando prodotti, novità e passioni che animano la fumetteria. Un lavoro di squadra che accompagna l’attività in un mercato diventato sempre più competitivo, tra aumento dei costi, nuove realtà commerciali e clienti sempre più informati ed esigenti. A complicare il settore, secondo Andrea, contribuisce anche la difficoltà di distinguere i prodotti originali dalle imitazioni di qualità inferiore, spesso proposte online a prezzi più bassi. “Leggo recensioni entusiaste di prodotti che io non prenderei neanche se me li regalassero”, osserva, sottolineando come dietro fotografie apparentemente identiche possano nascondersi differenze importanti nella verniciatura, nei dettagli e nella qualità di stampa. A questo si aggiungono le svendite di attività in difficoltà, che possono alterare la percezione del valore degli articoli. Per Andrea è soprattutto l’esperienza a fare la differenza, perché un collezionista esperto conosce ciò che acquista e sa riconoscere la qualità di un prodotto.
Ma dietro l’imprenditore resta anche il musicista. Andrea ha iniziato a suonare quando frequentava ancora le scuole medie, a dodici o tredici anni. Prima bassista, poi bassista e cantante, fino a dedicarsi prevalentemente alla voce e alla composizione. Con la sua band, i Reckless, ha pubblicato tre album, gli ultimi due con un’etichetta discografica. Scrive testi e musica e continua a coltivare quella passione, anche se oggi il lavoro gli lascia poco tempo per nuove produzioni. “Mi piace la musica a tutto tondo. Anche quando ascolto rock o metal, cerco sempre un ritornello forte, qualcosa che ti rimanga in testa”. E proprio questa apertura lo ha portato ad appassionarsi anche al K-pop, apparentemente lontano dalla sua immagine da rocker. “Uno mi vede con questi capelli, vestito così, e magari pensa che non possa piacermi il K-pop. Invece mi piace davvero”. Una passione nata anche grazie alla collaborazione con un’amica per la registrazione di una cover delle Blackpink, che lo ha spinto ad approfondire le sonorità della musica coreana, trovandovi richiami al pop degli anni Ottanta.
Da quella curiosità è nata anche una proposta commerciale che, quando i CD K-pop erano ancora difficili da reperire in zona, ha attirato nuovi appassionati.
È proprio la libertà di seguire i propri interessi, senza sentirsi obbligati a rientrare in una categoria, uno dei messaggi che Andrea vuole trasmettere. “Non mi interessa particolarmente quello che gli altri pensano di me. Sono consapevole che una persona con il mio aspetto, alla mia età, possa attirare degli sguardi. Vent’anni fa gli stereotipi erano ancora più forti. Credo però che l’importante sia accettarsi per quello che si è, senza cadere nell’ossessione di dover essere per forza in un certo modo o diversi dagli altri”. Un pensiero che si riflette nella filosofia di No Gravity, nato non soltanto come negozio, ma anche come luogo di incontro per chi condivideva passioni spesso poco comprese. “Soprattutto all’epoca, No Gravity era una specie di base, una tana per chi amava questo mondo e fuori da qui magari non aveva nessuno con cui parlarne. Se ti piaceva Dragon Ball non significava che fossi un bambino”. E mentre internet permetteva di conoscere appassionati dall’altra parte
del mondo, il negozio offriva qualcosa di diverso, la possibilità di incontrarsi davvero. “Qui dentro sono nate amicizie vere. Ragazzi che magari vivevano nella stessa città, avevano le stesse passioni e non si conoscevano hanno cominciato a frequentarsi, a uscire insieme e a creare delle compagnie”.
Un negozio che ha accompagnato più generazioni, tanto che oggi, come racconta Monica, capita di vedere entrare clienti che da ragazzini acquistavano i primi fumetti e che ora tornano con i propri figli. È forse questa una delle soddisfazioni più grandi per chi, quasi ventisette anni fa, ha deciso di investire in una passione ancora poco conosciuta. Da Piazzetta Rossi alla galleria, fino alla prossima apertura tra via Vittorio Veneto e via IV Novembre, No Gravity ha attraversato i cambiamenti della città senza rinunciare alla propria identità. E mentre molti negozi storici hanno chiuso o lasciato il centro, Andrea, Monica e Giuseppe hanno scelto di restare, portando avanti quella scommessa cominciata nel 1999, quando tre giovani di Sandrigo decisero di costruire qualcosa che, quasi tre decenni dopo, continua a essere molto più di una fumetteria.
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