Ancora un passo avanti, l’undicesimo consecutivo, per il mercato italiano delle auto elettriche. A maggio, le immatricolazioni di vetture full electric nella Penisola hanno raggiunto le 13.164 unità, con una crescita dell’84,8% e una quota di mercato salita all’8,8%, dal 5,1% registrato nello stesso mese del 2025. A trainare i numeri sono ancora le consegne dei veicoli acquistati con gli incentivi resi disponibili lo scorso ottobre, andati esauriti in un solo giorno. Nei primi cinque mesi dell’anno, le auto elettriche registrate nella Penisola sono 64.102, su del 74,5% rispetto allo stesso periodo del 2025, con una market share dell’8,1%, in aumento rispetto al 5,1% del periodo gennaio-maggio 2025. Al 31 maggio, il parco circolante elettrico in Italia risulta composto da 421.487 auto. Tenendo conto di tutte le alimentazioni, il mercato auto italiano segna nel mese una crescita dei volumi del 7% rispetto a maggio 2025, con 149.934 immatricolazioni totali. Segno positivo anche nei cinque mesi, con un incremento del 9,1% a 791.963 registrazioni. Allargando l’analisi agli altri grandi Paesi europei, gli ultimi dati disponibili, relativi ad aprile 2026, indicano che la quota di mercato delle auto elettriche si è attestata al 26,2% in Francia, al 25,9% in Germania, al 9,4% in Spagna e al 26,2% nel Regno Unito. Nello stesso mese, la market share in Italia era stata dell’8,5%. “Nonostante il recupero degli ultimi mesi, per l’Italia il confronto tra i grandi d’Europa continua a essere impietoso”, nota il presidente di Motus-E, Fabio Pressi, rimarcando l’urgenza di un “piano d’azione strutturale, in grado di colmare un ritardo che rischia seriamente di trasformarci in un mercato di serie B, privando il Paese di un ruolo centrale nello scacchiere automotive internazionale”. “Serve una pianificazione organica come quella osservata nei maggiori mercati europei, fatta di strumenti chiari per aiutare famiglie e imprese a orientarsi verso la mobilità elettrica”, aggiunge Pressi, soffermandosi sul tema cruciale delle flotte aziendali. “La reattività delle immatricolazioni plug-in rispetto all’intervento sui fringe benefit del 2025 dimostra la particolare elasticità di questo canale decisivo”, osserva il presidente di Motus-E, secondo cui “una profonda revisione della fiscalità sulle flotte aziendali, di fatto ferma agli anni ’90, potrebbe riavvicinare concretamente il mercato auto italiano agli standard europei, aumentando al tempo stesso la disponibilità di veicoli elettrici usati per tutti i cittadini”. Del resto, conclude Pressi, “mai come in una fase così delicata, con gli shock petroliferi tornati a gravare pesantemente su famiglie e imprese, occorre una visione strategica, in grado di cogliere i vantaggi del combinato disposto di auto elettriche e fonti rinnovabili per le prospettive di sicurezza energetica del Paese”.

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su:
Stampa questa notizia