L’80% degli studenti che si sono diplomati in un Its, nel 2021, ha trovato lavoro, e di questi oltre il 90% in un’area coerente con il proprio percorso di studi. Sono i dati del monitoraggio nazionale 2022 dei percorsi Istituti Tecnici Superiori realizzato da Indire su incarico del ministero dell’Istruzione e presentato oggi nel dicastero di Viale Trastevere in occasione dell‘Its Day, l’evento dedicato alla formazione terziaria professionalizzante.

LA RICERCA INDIRE

L’indagine ha coinvolto 260 percorsi erogati da 89 Fondazioni ITS, per più di 4mila diplomati. I settori a registrare le performance migliori sono l’area Mobilità sostenibile e il Sistema meccanica. Dal punto di vista contrattuale, a 12 mesi dal diploma il 46% degli occupati ha un contratto a tempo determinato, il 29,5% a tempo indeterminato e il 24,3% un contratto di apprendistato di terzo livello.

BIANCHI: ITS COLGONO I BISOGNI EMERGENTI

“Gli Its non solo danno occupazione ma creano occupazione, perché sostenendo il tessuto produttivo del Paese genera il bisogno di nuove figure. Oggi siamo al 90% dell’occupazione dei giovani che frequentano questi corsi. Noi però vogliamo che gli Istituti Tecnologici, come sono stati ribattezzati dalla norma, diventino il perno della nuova industria italiana”, ha detto all’agenzia Dire il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi a margine dell’evento.

“Il cuore degli Its è la forte connessione con le dinamiche produttive e territoriali- ha infatti spiegato Bianchi durante la mattinata- Guardando avanti, vediamo che in quasi tutti i settori ci saranno forti ritorni verso l’Europa: si va verso la trasformazione dei cicli produttivi. Gli Its colgono i bisogni emergenti e sono il luogo in cui sperimentazione e innovazione si coniugano con la tradizione dei territori- ha sottolineato il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi- Bisogna costruire di più di questi percorsi perché lo sviluppo del nostro sistema produttivo è lì. Il nostro obiettivo è raddoppiare gli iscritti, plasmare e anticipare i cambiamenti produttivi”.

VERSARI: CREDIAMO NELLA CULTURA DEL FARE

Per realizzarlo, il Pnrr stanzia 1,5 miliardi fino al 2026, che saranno utilizzati per rafforzare i percorsi, farli conoscere e renderli ancora più attrattivi. Il Capo Dipartimento per il Sistema educativo di istruzione e formazione del Mi, Stefano Versari, ha sottolineato che il modello degli Its dà agli studenti la possibilità di sviluppare competenze professionalizzanti. “Crediamo nella cultura del fare. L’obiettivo è far sì che l’esperienza degli Its possa far crescere il lavoro in modo quantitativo e qualitativo. Sono espressione di una strategia che connette le politiche dell’istruzione con quelle industriali. Quello che dobbiamo fare è aumentare il numero degli studenti Its. Non è un asservimento del mondo dell’istruzione al settore industriale capitalistico: per noi vuol dire dare agli studenti la possibilità di sviluppare competenze professionalizzanti”.

Bianchi ha poi ricordato la riforma degli Its al vaglio del Parlamento, una riforma che secondo il ministro “prende il meglio delle nostre esperienze e le mette a sistema, per andare verso livelli di adesione più alta da parte degli studenti. Con le risorse europee possiamo sostenere nuovi corsi, investire in laboratori e finanziare settori innovativi”.

BRUGNOLI: ABBIAMO BISOGNO DI CAPITALE UMANO FORMATO

Anche per Gianni Brugnoli, vicepresidente di Confindustria per il Capitale Umano, bisogna far conoscere di più le esperienze degli Its e far dialogare studenti, famiglie e imprese. “La partnership tra mondo del lavoro e istruzione fa sì che i nostri giovani possano essere sempre poi occupati e aderenti alle esigenze del momento. Abbiamo bisogno di capitale umano formato“, ha spiegato.

Durante la mattinata cinque Its sono stati premiati per i migliori progetti meritevoli per tema e percorso, realizzati nell’ambito del Programma Its 4.0, che ogni anno coinvolge un numero sempre più vasto di realtà e di allievi.

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