Quattrocentomila euro investiti, due autovelox installati, reinventati a tutor e poi rimossi. Come in un gioco di prestigio, sul Costo, i sistemi che pochi anni fa erano stati presentati come il ‘pugno di ferro’ contro le corse tra i tornanti, sono scomparsi durando meno di un gatto in tangenziale. Ma non le moto che impennano e le auto lanciate tra sorpassi azzardati e invasioni della corsia opposta. È da questo ‘cortocircuito’ che prende le mosse la lettera inviata alla redazione da Luca Rigon. “L’allarme non è tornato. C’è sempre stato, da cinquant’anni”.
Secondo il lettore, però, il problema non è una novità e nemmeno le richieste di maggiori controlli. “Sono basito perché dopo anni nulla è cambiato. Anzi”, scrive, ricordando l’ investimento annunciato nel 2020 dalla Provincia di Vicenza: 400mila euro per installare due autovelox bidirezionali lungo la SP349.Un sistema tecnologicamente avanzato, capace di rilevare la velocità in entrambe le direzioni, leggere le targhe e operare giorno e notte, presentato allora come il ‘pugno di ferro’ contro chi trasformava il Costo in una pista.
“La pista del Costo”
“Vengono da tutto il nord Italia a provare la “pista del Costo” e qualcuno non vi fa rientro, se non dopo mesi di ricovero negli ospedali limitrofi-continua il lettore- Battaglie che nessun politico a Roma vuole prendersi cura definitiva. Neppure quelli che qui abitano. L’allarme non è tornato, c’è sempre stato e da 50 anni”.
Gli autovelox messi e poi tolti
Impianti che oggi non esistono più. “Entrambi rimossi e mandati chissà dove. Spero abbiano recuperato qualche euro dalla vendita” continua il lettore: “Soldi nostri e di tutti”. Impianti che fecero fioccare tavoli tecnici tra Provincia e i sindaci dei Comuni interessati per trovare soluzioni condivise sulla sicurezza della Strada Provinciale del Costo. Fino ad arrivare nel 2023: prima venne abbassato il limite di velocità da 90 a 70 chilometri orari, provocando le proteste di molti pendolari dell’Altopiano, poi gli autovelox vennero convertiti in tutor stradali: non multavano più gli automobilisti ma ne rilevavano la velocità media. Dati che, secondo gli intenti degli addetti ai lavori, dovevano servire a valutare eventuali futuri interventi per migliorare la sicurezza lungo l’arteria. Fino ad arrivare nel luglio dell’anno scorso, quando vennero definitivamente sradicati: lasciando strada libera a chi del Costo voleva farne una pista.
A motivare la scelta era stato il presidente della Provincia, Andrea Nardin: “Il sistema non faceva quello che doveva. La maggior parte delle multe colpiva i residenti dell’Altopiano che superavano il limite di pochi chilometri orari, mentre i motociclisti sanzionati non sono stati più di tre”.
Il controllo affidato alle pattuglie
Da qui la decisione di privilegiare controlli mobili, con pattuglie delle forze dell’ordine che nei ‘giorni caldi’, dovrebbero fare la spola tra pianura e l’Altopiano. Nel frattempo, col ritorno della bella stagione sono tornate anche le corse in strada e, purtroppo, gli incidenti.
di Redazione AltovicentinOnline
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