Un’indagine lampo dei carabinieri di Schio, che ancora una volta hanno dato una risposta immediata ad un gravissimo fatto di sangue che ha sconvolto tutto l’Alto Vicentino. Una scena da incubo all’alba, nel silenzio ancora sospeso del quartiere Santa Croce, interrotto solo da un clacson suonato a ripetizione. Dietro quel rumore, però, non c’era uno scherzo né un fastidio: c’era l’inizio di una violenza feroce, pianificata e messa in atto con una brutalità che ha lasciato sgomenta un’intera comunità.
Poco prima delle 6 del mattino del 16 aprile, una ragazza di 25 anni si affaccia alla finestra dopo aver percepito movimenti sospetti nei pressi della propria auto. In strada, due figure incappucciate frugano nell’abitacolo. Ma quando scende di corsa per capire cosa stia succedendo, la giovane vive uno shock: uno dei due è il suo ex fidanzato, 22 anni, protagonista – secondo quanto denunciato – di mesi di persecuzioni, offese e un’aggressione fisica mai denunciata pienamente.
Non appena la riconoscono, i due le spruzzano addosso uno spray. Lei, nonostante il bruciore e il panico, riesce a tirare fuori il telefono e registrare un breve video. Un gesto che, poche ore dopo, sarà decisivo.
In quel momento sopraggiunge il padre della ragazza, 58 anni, accorso sentendo le urla. Ed è qui che la violenza raggiunge un livello spaventoso: secondo la ricostruzione dei Carabinieri, il giovane estrae un machete – un’arma da taglio di grosse dimensioni – e sferra un colpo diretto alla testa dell’uomo. Solo un riflesso disperato salva il padre, che alza il braccio e si ritrova con una profonda ferita da taglio destinata a richiedere 25 giorni di prognosi. Poi i due aggressori scappano, lasciando dietro di sé caos, sangue e paura.
E non basta. Poco dopo i militari scoprono che, prima dell’aggressione, avevano già rubato un giubbotto da un’altra auto della zona, ritrovato abbandonato lì vicino. Una notte di violenza gratuita, assurda, quasi fossero padroni di un territorio che credevano di poter terrorizzare.
Nel pomeriggio, dopo un’attività investigativa serrata, i Carabinieri li rintracciano. Il video registrato dalla ragazza è inequivocabile. Il 22enne viene arrestato per atti persecutori e deferito per tentato omicidio, lesioni in concorso, furto e porto abusivo d’armi. Il complice, un 29enne libico residente in zona, viene denunciato. A casa dell’arrestato saltano fuori anche gli indumenti usati durante l’aggressione e una piccola quantità di cocaina. Il machete, invece, resta introvabile.
Intanto, padre e figlia vengono portati all’Ospedale di Santorso. Lei se la cava con 7 giorni di prognosi. Lui è ricoverato. Entrambi salvi per miracolo.
di Redazione AltovicentinOnline
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