Prima la cassaforte e poi le forme di formaggio. Un doppio colpo nella notte nell’altopiano, nell’ottobre di due anni fa. Prima a Tresché Conca e poi in Val Forbice. A metterlo a segno sarebbe stato un 34enne di origine romena. Su di lui, ora, l’accusa di furto aggravato mossa dalla Procura di Vicenza.

Un blitz nella notte, del 24 ottobre di due anni, forzando una finestra sul retro delle Poste di Tresché Conca, da dove avrebbe portato via di peso la cassaforte. Caricata su un veicolo, si sarebbe messo alla ricerca di un posto dove forzarla lontano da sguardi indiscreti. Un viaggio di qualche chilometro che lo avrebbe portato sino in Val Forbice, a pochi passi dalla malga. Lì, a ridosso del muretto di recinzione, avrebbe scaricato la cassaforte, trascinandola con delle corde. L’avrebbe poi scassinata, arraffando quello che conteneva: assegni, contanti e francobolli per un valore di 14mila euro. Lasciandola nel prato, nel marasma di carte, si sarebbe poi introdotto nella malga, portando via una trentina di forme di formaggio e qualche attrezzo agricolo. In tutto, un doppio colpo da 30mila euro.

Ad incastralo le indagini condotte dal Norm della Compagnia dei Carabinieri di Thiene. Un’attività investigativa che prosegue ancora, per chiudere definitivamente il cerchio, dando un nome ed un volto ai complici.
Per gli investigatori del nucleo operativo radiomobile di Thiene il 34enne romeno non avrebbe agito da solo. Troppo pesante, per un uomo solo, a quanto pare, il peso di quella cassaforte. Avrebbe agito indisturbatamente, sfruttando delle telecamere che non c’erano, ma lasciando nel piccolo ufficio postale sangue ed impronte.
Tracce rilevate dagli investigatori dell’Arma di Thiene, finite poi nei laboratori del Ris di Parma e del Sis di Verona. Analisi sui reperti raccolti che hanno permesso di risalire all’identità del 34enne di origine romena. Incrociando le sue tracce biologiche, con quelle già presenti nella banca dati del reparto investigazioni scientifiche dell’Arma.

 

Il 34enne ora dovrà rispondere di doppio furto. La Procura di Vicenza, oltre al furto aggravato all’ufficio postale, gli contesta anche quello alla malga in Val Forbice. Lì dove, dopo aver abbandonato la cassaforte , si sarebbe introdotto portando via le forme di formaggio, oltre a degli attrezzi agricoli in uso ai gestori della malga.

Paola Viero

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