A Sarcedo il leone rosso di Tramarossa continua a ruggire. O meglio, continua a far parlare di sé. Questa volta, però, non per le sue dimensioni o per il colore acceso, ma per alcune scritte che comparse sulla scultura nella notte tra il 3 e il 4 novembre: “+ gatte nere – leoni”.
Un messaggio tutto da decifrare e una certezza: la discussa installazione sulla rotatoria del Leone rosso di Sarcedo è finita nel mirino di qualcuno che ha deciso di passare dalle critiche alle bombolette.
Il leone, collocato a ottobre, non aveva certo avuto un’accoglienza unanime. Fin dalla sua comparsa aveva diviso i cittadini tra chi ne apprezzava l’impatto scenografico e chi contestava la scelta estetica, la trasformazione della rotatoria e la presenza del marchio aziendale in uno spazio pubblico. Una polemica alla quale Roberto Chemello, esponente della famiglia titolare di Tramarossa, aveva risposto con una certa filosofia. “La vita è troppo corta per arrabbiarsi per una rotatoria”, aveva dichiarato, cercando di ridimensionare le contestazioni.
Evidentemente, non tutti hanno scelto la strada del confronto civile, ma una cosa dovrebbe essere chiara: una scultura può piacere oppure no, può essere criticata, contestata e persino diventare oggetto di ironia, ma imbrattarla non è una forma di partecipazione al dibattito pubblico.
di Redazione AltovicentinOnline
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