Un appiglio che cede, il chiodo che si strappa dalla roccia e poi il volo nel vuoto per una decina di metri. Sono stati momenti di grande paura quelli vissuti nel primo pomeriggio sul Monte Baffelan, dove una cordata di due giovani alpinisti bresciani si è trovata in difficoltà durante una scalata.
L’allarme è scattato attorno alle 13.30, quando la Centrale del 118 di Vicenza ha ricevuto la richiesta di aiuto. I due, di 25 e 28 anni, stavano affrontando il terzo tiro, a circa 1.600 metri di quota, all’incrocio tra la Via Vicenza e la Via Verona. A precipitare è stato il primo di cordata. Dopo aver perso un appiglio, il giovane è caduto per una decina di metri. Durante la caduta, un chiodo si è strappato dalla roccia e l’alpinista è finito sotto la sosta, andando a sbattere contro la parete.
Il 25enne ha riportato una ferita sopra l’occhio e un trauma alla mano e, subito dopo la caduta, ha avuto anche un momento di confusione. Nonostante le ferite, però, è riuscito a risalire fino alla sosta, dove lo aspettava il compagno.
A rendere ancora più complesso l’intervento ci ha pensato la nebbia, che avvolgeva la montagna e impediva all’elicottero di avvicinarsi. È stato quindi necessario intervenire direttamente dalla parete. Una prima squadra veloce del Soccorso alpino di Schio ha raggiunto l’attacco della via e ha iniziato a risalirla. Nel frattempo, altri quattro soccorritori, insieme a due colleghi del Soccorso alpino di Recoaro-Valdagno, si sono mossi in supporto. La situazione è rimasta delicata fino al raggiungimento dei due alpinisti. Due soccorritori sono riusciti ad arrivare fino alla cordata e hanno quindi provveduto a calare i due per circa cento metri.
Il ferito riesce a rientrare a piedi
La parte più difficile dell’intervento, però, non era ancora finita. L’alpinista ferito è riuscito a proseguire a piedi insieme al compagno, con entrambi assicurati con corda corta per superare i tratti più esposti del Boale del Baffelan. Le squadre del Soccorso alpino li hanno infine accompagnati fino alla loro automobile. In accordo con la Centrale del Suem, i due giovani si sono quindi recati autonomamente all’ospedale di Valdagno.
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