L’importanza delle malghe come presidi dei territori montani, ma anche come punto centrale dell’economia ad alta quota e strutture in grado di dare lavoro a famiglie e a molti giovani, che scelgono la vita ‘nella natura’, per farne il loro lavoro.

E’ uno dei temi che intende sviluppare Giacomo Possamai, candidato del Pd alle prossime regionali, che durante il tour con il candidato governatore Arturo Lorenzoni, ha proprio voluto andare a ‘toccare con mano’ la situazione che si vive tra le vette dell’Alto Vicentino, dove l’economia di montagna è una colonna non solo per i piccoli Comuni in quota, ma anche per numerosi giovani che decidono di costruirsi un futuro ‘in vetta’.

Una vita a volte dura, che concilia le difficoltà dei luoghi dove acqua ed energia elettrica non sono sempre alla portata con il silenzio e la quiete dei monti. Contesti che però sono stati penalizzati da scelte politiche che hanno escluso le malghe dall’ecobonus del 100%. A lanciare l’allarme era stato nei giorni scorsi Martino Cerantola, presidente di Coldiretti Vicenza, che aveva puntato il faro proprio sulle malghe, dichiarando che ben 258 sono a rischio solo nel vicentino, 673 in tutto il Veneto.

“Durante la camminata organizzata per ricordare il partigiano Freccia e dedicata alla memoria della Resistenza, abbiamo avuto l’occasione di pranzare, a Malga Serona, una splendida realtà della nostra provincia che assieme ad un’altra ottantina di malghe presenti sull’Altopiano è gestita da giovani, nella maggior parte dei casi sotto i 30 anni – ha spiegato Possamai – Lo abbiamo fatto per lanciare un messaggio a cui teniamo particolarmente: in un momento di enorme difficoltà come quello che stiamo vivendo abbiamo la grande opportunità e, a mio parere, anche il dovere di aiutare a sopravvivere il nostro territorio e le sue bellezze”.

“Quella messa in piedi dai lavoratori delle malghe è una vera e propria economia di montagna ed il lavoro di rete è fondamentale per valorizzare il nostro patrimonio – ha raccontato Davide Nicoli, uno dei proprietari di Malga Serona – Essere così tanti giovani impegnati dà speranza per il futuro e ci permette di rendere vive e abitate queste aree”.

Il sistema delle malghe nel vicentino è già sviluppato e funziona molto bene, ma come sempre si può migliorare, magari investendo su queste realtà, favorendo il turismo di prossimità, un concetto al quale il Covid ha costretto ma di cui si deve fare tesoro.

“Una proposta importante in tal senso che mi sento di condividere è quella fatta nei scorsi giorni da Martino Cerantola, presidente provinciale di Coldiretti, che ha sottolineato quanto sarebbe importante estendere l’ecobonus del 110% per le ristrutturazioni anche alle malghe – ha concluso Giacomo Possamai – Ne sono convinto anche io: nel territorio del nostro Altopiano, esse costituiscono un enorme patrimonio a livello architettonico ed economico e migliorarne la qualità significherebbe mettere un freno a mano allo spopolamento e dare nuova linfa al turismo”.

A.B.

Allarme in montagna: “Senza ecobonus addio a 258 malghe nel vicentino”

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