Quattro Comuni dell’Alto Vicentino uniscono le forze per sostenere il commercio di prossimità. La giunta regionale del Veneto ha approvato oggi il riconoscimento del Distretto territoriale del commercio Astico, che mette in rete Lugo, Calvene, Fara Vicentino e Salcedo. È uno dei sei nuovi Distretti del Commercio riconosciuti dalla Regione nel 2026 e porta a 191 il numero complessivo dei distretti presenti in Veneto, con 340 Comuni coinvolti, circa il 60% delle amministrazioni comunali della regione.

Per i centri dell’Alto Vicentino si tratta di uno strumento pensato per affrontare una delle questioni più sentite nei piccoli Comuni: mantenere vive le attività commerciali e i servizi di vicinato, rafforzando al tempo stesso l’attrattività dei territori. “Il commercio di prossimità è una parte della nostra economia e non può essere considerato una realtà residuale”, sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci. “Quando un’attività commerciale chiude, i nostri paesi perdono un servizio, un presidio, un pezzo della loro attrattività”. Da qui la scelta di puntare sui distretti come strumento per mettere in rete amministrazioni e imprese e costruire strategie comuni. L’obiettivo, spiega la Regione, è fare in modo che il riconoscimento non resti un atto formale, ma diventi una leva concreta per sostenere le attività economiche.

Quattro Comuni, una strategia comune
Il nuovo Distretto dell’Astico rappresenta in questo senso un’opportunità per i quattro Comuni coinvolti. Lugo, Calvene, Fara Vicentino e Salcedo potranno lavorare all’interno di un’unica cornice territoriale sulla valorizzazione del commercio, dei servizi, del turismo e delle caratteristiche dei rispettivi centri. “Il punto non è riconoscere un distretto solo sulla carta – afferma Bitonci – ma utilizzarlo come strumento concreto di sviluppo”. Per l’assessore servono una governance stabile, il coinvolgimento delle imprese e progettualità condivise, così da rafforzare la presenza delle attività economiche nei centri urbani. Il tema riguarda da vicino soprattutto le realtà di dimensioni più contenute, dove la chiusura di un negozio può significare anche la perdita di un servizio quotidiano per i residenti. Il Distretto diventa quindi uno spazio di collaborazione tra Comuni e operatori economici, con l’obiettivo di rendere più strutturata la risposta alla trasformazione del settore.

In Veneto 191 distretti
Con i sei nuovi riconoscimenti approvati oggi, la rete regionale arriva a 191 Distretti del Commercio: 126 urbani e 65 territoriali. Complessivamente sono coinvolti 340 Comuni. Oltre al Distretto territoriale dell’Astico, i nuovi riconoscimenti riguardano Trebaseleghe, il Medio Polesine, la Riviera Po, Vedelago ed Eraclea. “Comuni anche molto diversi tra loro hanno scelto di condividere una strategia per valorizzare i propri centri e rafforzare la presenza delle attività economiche”, evidenzia ancora Bitonci, in una fase in cui il commercio di prossimità nei centri urbani “vive una profonda crisi”. La sfida, per i quattro Comuni dell’Alto Vicentino, sarà ora trasformare il nuovo riconoscimento in iniziative concrete capaci di sostenere negozi, servizi e vitalità dei centri abitati.

di Red@azione AltovicentinOnline

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