Non sembra minimamente lesa dall’attacco di Coalizione Civica la sindaca di Schio, Cristina Marigo, finita sulla graticola dopo che alcuni suoi sostenitori, che però non siedono in consiglio comunale, si sono iscritti al partito di Roberto Vannacci: “L’amministrazione comunale e le nostre liste civiche continuano a riconoscersi nel mandato ricevuto dagli elettori nel 2024 e nel programma amministrativo approvato dagli stessi cittadini. Le adesioni o partecipazioni personali ad associazioni o movimenti politici esterni rientrano nelle scelte individuali dei singoli interessati e non rappresentano una decisione delle liste civiche, della giunta o della sindaca. Il nostro impegno rimane quello di amministrare Schio, affrontare i problemi della città e portare avanti i progetti contenuti nel programma di mandato”.
Cristina Marigo si riferisce a Cesare Pasin, Dario Perpoli e Alexandros Zachos, che facevano parte di una lista che però, finite le elezioni, ha smesso di avere un ruolo nella maggioranza amministrativa scledense. In realtà, una strigliatina i tre se la sarebbero presa dalla prima cittadina, che avrebbe gradito essere quantomeno avvisata dei loro passi politici, giusto per non apprenderlo dai giornali locali.
Il contrattacco dei “vannacciani”
“Le dichiarazioni diffuse da Coalizione Civica rappresentano una legittima posizione politica, ma riteniamo che il confronto democratico debba fondarsi sul merito delle idee e non su etichette o pregiudizi ideologici. Definire una forza politica come “reazionaria”, “xenofoba” o addirittura vicina a culture antidemocratiche, senza confrontarsi concretamente con le proposte avanzate, rischia di alimentare divisioni e contrapposizioni anziché favorire un dialogo costruttivo nell’interesse della comunità – non si è fatta attendere la replica piccata dei tre ‘vannacciani’ freschi di iscrizione al movimento del generale –. La difesa dell’identità nazionale, della sicurezza, della famiglia, della coesione sociale e della valorizzazione delle tradizioni non è in contrasto con i principi costituzionali, ma rappresenta una visione politica legittima presente in tutte le democrazie europee. Allo stesso modo, affrontare temi come l’immigrazione non dovrebbe essere considerato un tabù, bensì un diritto-dovere di ogni forza politica. Il pluralismo democratico si fonda sul rispetto reciproco e sul confronto delle idee. Per questo motivo respingiamo ogni tentativo di delegittimazione preventiva e ribadiamo la nostra disponibilità a discutere apertamente di programmi, proposte e soluzioni per il territorio, lasciando ai cittadini il compito di valutare liberamente le diverse visioni politiche.
Ancora una volta la sinistra dimostra di non saper confrontarsi con le idee altrui e ricorre al solito repertorio di accuse, etichette e demonizzazioni. Quando mancano gli argomenti, arrivano puntualmente le parole “fascismo”, “xenofobia” e “reazione”, utilizzate come strumenti per screditare l’avversario politico anziché affrontarne le proposte. Difendere l’identità nazionale, la sicurezza dei cittadini, il rispetto delle regole, il valore della famiglia e delle tradizioni non significa essere contro qualcuno. Significa avere una visione chiara della società e del futuro del nostro Paese. Chi considera questi valori una minaccia dimostra quanto sia distante dalle preoccupazioni reali di molti cittadini.
Fa sorridere che chi predica inclusione e pluralismo sia spesso il primo a negare legittimità a chi la pensa diversamente. La democrazia non consiste nell’accettare solo le opinioni gradite alla sinistra, ma nel rispettare il diritto di tutti a partecipare al dibattito pubblico. Noi non accettiamo lezioni da chi pretende di stabilire quali idee siano ammissibili e quali no. Continueremo a portare avanti le nostre proposte con determinazione, lasciando ai cittadini il giudizio finale e rifiutando ogni tentativo di intimidazione politica e culturale”.
Cioni: “Non vedo dove sia lo scandalo, quello di Marigo è un minestrone che va da sinistra a estrema destra”
A mettere ulteriore miccia sulla querelle incandescente tra Coalizione Civica, Marigo e Futuro Nazionale ci pensa Alex Cioni (Fratelli d’Italia) che , leggendo dai media della richiesta di trasparenza da parte dell’opposizione, confessa di aver ascoltato a Schio osservazioni sui tre fedeli della sindaca che sono diventati seguaci di Roberto Vannacci.
“Non sono affatto stupito – ha detto Cioni – non ho fatto nemmeno comunicati stampa perché sappiamo che dentro il minestrone di Cristina Marigo si spazia dal grillismo alla destra estrema”.
di redazione AltovicentinOnline
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