Per lo Stato italiano i cani poliziotto in pensione “non hanno più diritto ai fondi necessari per le cure mediche e la sussistenza veterinaria”. Si tratta di “eccezionali colleghi in divisa che hanno dedicato l’intera esistenza alla sicurezza del paese, operando in prima linea nel contrasto al terrorismo, nella lotta al traffico di stupefacenti, nell’ordine pubblico e nel salvataggio di vite umane”.
Lo segnala in una nota da Bologna il Siulp, sindacato unitario dei lavoratori di Polizia, citando una recente nota ufficiale del ministero dell’Interno (dipartimento della Pubblica sicurezza) che certifica “la totale assenza di stanziamenti di bilancio relativo all’assistenza veterinaria dei cani” non più idonei al servizio, sia per l’esercizio finanziario 2025 sia per il 2026.

Quindi, “liquidare la loro vecchiaia e il loro diritto alla salute con un ‘mancato stanziamento di bilancio’ è una dimostrazione di insensibilità che il Siulp ritiene totalmente inaccettabile”, insiste la sigla sindacale. Che aggiunge sugli speciali agenti: “Parliamo di eroi silenziosi che hanno rischiato la vita ogni giorno per la sicurezza della nostra comunità, esattamente come il personale in divisa. Non è la prima volta che a Bologna siamo costretti a colmare con il cuore e con la solidarietà le gravissime lacune dell’amministrazione. Anni fa il Siulp dovette mobilitarsi con forza perché questi cani erano costretti a vivere in ambienti insalubri, esposti al gelo. Allora fu la generosità della cittadinanza bolognese a permetterci di riqualificare gli spazi e dare loro una sistemazione dignitosa”.
Stampa questa notizia




