Entrate in un ristorante, il cameriere vi elenca i piatti a voce oppure vi consegna un menù senza il prezzo delle singole portate. È legale? La risposta, nella maggior parte dei casi, è no.

La normativa italiana tutela il consumatore imponendo ai ristoratori la massima trasparenza sui prezzi. Prima ancora di ordinare, il cliente deve essere messo nelle condizioni di conoscere quanto spenderà, evitando brutte sorprese al momento del conto.

Il menù deve riportare i prezzi

Le leggi regionali che disciplinano la somministrazione di alimenti e bevande prevedono un principio ormai consolidato in tutta Italia: i prezzi devono essere esposti in modo chiaro e facilmente comprensibile.

Per gli alimenti, il ristorante è tenuto a esporre il menù anche all’esterno del locale, o comunque in modo che sia leggibile prima dell’ingresso. Se è previsto il servizio al tavolo, il listino dei prezzi deve essere consegnato o messo a disposizione del cliente prima dell’ordinazione e deve riportare anche eventuali costi aggiuntivi, come il servizio, se previsto. In altre parole, un menù che indica solo i piatti ma non il loro prezzo non soddisfa l’obbligo di trasparenza previsto dalla normativa.

Il cameriere non può limitarsi a dire i prezzi a voce

Può capitare che un ristorante proponga “i piatti del giorno” illustrandoli verbalmente. Nulla lo vieta, ma se quei piatti non riportano il prezzo il cliente ha tutto il diritto di chiederlo prima di ordinare.

La trasparenza è uno dei principi fondamentali della normativa sui consumatori: il prezzo deve essere conoscibile in anticipo e non scoperto soltanto quando arriva il conto.

Se il conto è molto più alto del previsto

Se il conto presenta importi non comunicati in precedenza o prezzi diversi da quelli esposti nel menù, il cliente può contestare immediatamente la fattura chiedendo spiegazioni al titolare.

Qualora ritenga di trovarsi di fronte a una violazione delle norme sulla pubblicità dei prezzi o a un comportamento scorretto, può rivolgersi alla Polizia Locale, alla Guardia di Finanza o segnalare il caso agli uffici comunali competenti e alle associazioni dei consumatori, che potranno verificare l’eventuale infrazione.

Attenzione però: non basta che il conto sia “troppo caro” rispetto alla media. Un ristorante è libero di praticare i prezzi che ritiene opportuni, purché questi siano stati comunicati in modo chiaro prima dell’ordine. Se invece i prezzi erano esposti e corrispondono a quelli addebitati, il semplice fatto che siano elevati non costituisce di per sé una violazione della legge.

La regola è semplice: il cliente deve poter scegliere consapevolmente. Per questo il menù con i prezzi non è una cortesia del ristoratore, ma uno strumento di tutela previsto dalla normativa.

Il consiglio è altrettanto semplice: se il menù non riporta i prezzi, oppure il cameriere evita di indicarli chiaramente, chiedete sempre quanto costano le portate prima di ordinare. È un vostro diritto e può evitare spiacevoli discussioni al momento del pagamento.

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