Isola Vicentina non è solo un nome curioso sulla mappa dell’Alto Vicentino, ma un territorio dove storia, cultura e vita quotidiana si intrecciano in modo sorprendente.
Da “Isola di Malo” a Isola Vicentina: come nasce il nome
L’origine del toponimo racconta molto del passato del paese. Per la parola “Isola” esistono due interpretazioni principali.
Secondo una prima ipotesi, il nome deriverebbe dalle frequenti alluvioni che in passato sommergevano la zona, lasciando emergere solo alcune porzioni di terra, come tante piccole isole.
Un’altra lettura, sostenuta dallo storico Mantese, collega invece il nome alla “corte de Sala”, possedimento concesso nel X secolo dal re d’Italia al vescovo di Vicenza. Da “Sala” si sarebbe passati nel tempo a insula e quindi a Isola.
La seconda parte del nome, “Vicentina”, è invece ben documentata. Per secoli il paese è stato noto come Isola di Malo, denominazione nata nella seconda metà del Cinquecento quando, per volere della Repubblica di Venezia, il Comune di Isola fu accorpato al vicariato di Malo per semplificare la burocrazia.
Dopo l’annessione del Veneto al Regno d’Italia, però, quella fusione iniziò a stare stretta agli isolani: la posta, per esempio, veniva instradata prima a Malo e solo dopo consegnata a Isola, con ritardi notevoli. Le proteste portarono a un cambio ufficiale: il 17 dicembre 1905, con Decreto Reale firmato da Vittorio Emanuele III, nacque il toponimo Isola Vicentina, ancora oggi in uso.
I luoghi simbolo: tra fede, arte e memoria
Convento di Santa Maria del Cengio ed eremo
È uno dei luoghi più suggestivi del territorio. Il complesso di Santa Maria del Cengio, documentato già nel XII secolo, sorge su una cengia del monte che domina il paese.
Il sito comprende chiesa, convento, chiostro quadrangolare e, più in alto e separato, una piccola casa trasformata in eremo nel 1976. Accanto al valore artistico e paesaggistico, colpisce la dimensione comunitaria: il convento, abitato dalla Comunità dei Servi di Maria di Monte Berico, è oggi un riferimento religioso e culturale per gli abitanti, con iniziative che si intensificano soprattutto nel mese di agosto, tra conferenze, concerti, mostre e laboratori per bambini in occasione della festa dell’Assunta.
Accanto agli edifici religiosi si trovano anche un negozio di prodotti biologici e a km 0 e un’erboristeria, a testimoniare il legame tra spiritualità, territorio e sostenibilità.
Chiesa di San Pietro Apostolo
Nel cuore del paese si erge la chiesa di San Pietro Apostolo, progettata dall’architetto Gerardo Marchioro e completata nel 1907 (il soffitto, su disegno del figlio Domenico, è stato ultimato nel 1923).
Accanto alla chiesa sorge il campanile quadrato alto 52 metri, alleggerito in sommità da monofore. L’interno, a unica navata, è riccamente decorato con affreschi, lesene, festoni, cornici a dentelli e sei cappelle laterali, che ne fanno un esempio significativo di architettura sacra del primo Novecento vicentino.
Piazza Guglielmo Marconi
Conosciuta da tutti come Piazza Marconi, è da sempre il salotto urbano di Isola Vicentina. Qui affacciano il Municipio, il Cinema-Teatro e diverse attività commerciali. Il venerdì mattina la piazza si anima con il mercato settimanale, mentre nel corso dell’anno diventa teatro di sagre e manifestazioni popolari, tra cui spicca la celebre sagra dello spiedo.
La piazza ha una caratteristica forma triangolare e si organizza attorno a uno dei quattro Monumenti ai Caduti presenti nel Comune. Nelle giornate senza eventi, l’area viene utilizzata come parcheggio, segno di una convivenza continua tra funzione pratica e rappresentativa.
Biblioteca Comunale nella villa settecentesca
La Biblioteca Comunale non è soltanto un luogo di studio: è un vero e proprio centro culturale per la comunità. Ospitata in una villa settecentesca appartenuta alla famiglia Cerchiari, mette a disposizione libri, riviste e materiale multimediale, accompagnati da una programmazione costante di eventi, incontri e laboratori pensati per tutte le età.
È uno dei cuori pulsanti della vita sociale isolana, dove si intrecciano formazione, socialità e promozione della lettura.
La stele venetica in rotatoria
All’ingresso del paese, sulla SP46 che collega Isola Vicentina a Schio e Vicenza, una rotatoria ospita la replica della stele di Isola Vicentina, importante testimonianza dell’epoca venetica.
L’originale, conservato al Museo naturalistico archeologico di Vicenza, è una lastra in pietra basaltica di forma irregolare, rinvenuta nel 1992 durante lavori in una cava di argilla. Datata al IV secolo a.C., presenta un’iscrizione in alfabeto venetico su quattro righe. Particolare rilievo è stato dato alla parola VENETKENS, considerata la prima attestazione nota di un aggettivo riferito ai Veneti antichi.
La funzione originaria della stele resta incerta, ma il suo valore storico e linguistico è indiscusso.
Chiesa di San Vitale a Castelnovo
A circa due chilometri dal centro, nella frazione di Castelnovo, si incontra un altro edificio religioso di rilievo: la chiesa di San Vitale, anch’essa progettata da Gerardo Marchioro.
La facciata in stile neogotico è scandita da due pilastri che la suddividono in tre parti; la porzione centrale, corrispondente alla navata interna, è la più ampia. Anche qui si legge la mano dello stesso progettista che ha disegnato la parrocchiale del capoluogo, a conferma di un linguaggio architettonico coerente sul territorio.
Una comunità viva tra scuole, parchi e tradizioni
Isola Vicentina non è solo patrimonio storico e artistico: è anche un paese a misura di famiglia. Nel territorio comunale sono presenti strutture scolastiche che vanno dall’asilo nido alle scuole medie, oltre a palestre, una scuola di musica e numerosi parchi attrezzati per i bambini.
Gli isolani mantengono viva una forte tradizione di sagre e feste di paese, che animano piazze e quartieri durante tutto l’anno. In tavola dominano le specialità enogastronomiche locali: dallo spiedo alle frittelle, fino ai tanti prodotti biologici e a chilometro zero che si possono acquistare direttamente dai produttori locali.
Alice Chilò
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