“E’ ora di giocare in attacco”. La Cna invita il governo a uno moto di coraggio. Dario Costantini, presidente della Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, chiede all’esecutivo “di guardare alle prospettive e non ai conti pubblici, perché continuiamo a credere che è la nostra gente a mandare avanti l’economia”.

Davanti all’assemblea della Cna, riunita all’auditorium della Conciliazione, è Giorgia Meloni a riconoscere l’importanza degli artigiani. “Gli artigiani e le Pmi- dice- sono l’ossatura della nostra nazione, quella spina dorsale fatta di uomini, donne e famiglie che ogni giorno consentono all’Italia di essere prospera, di produrre ricchezza e produrre posti di lavoro. L’artigiano e le piccole e medie imprese sono il fiore all’occhiello della nostra nazione, senza l’artigianato e le piccole e medie imprese semplicemente non esisterebbe il made in Italy e l’Italia non potrebbe contare sul patrimonio di conoscenze, qualità e innovazione che ci permette di essere conosciuti sui mercati internazionali. Noi vogliamo essere un po’ come voi- osserva- essere degli artigiani per l’Italia. Occuparci della nostra nazione e del nostro popolo con la stessa meticolosità, lo stesso amore, lo stesso cuore con cui un artigiano realizza i suoi prodotti”.

L’assemblea è stata aperta dal messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha parlato “di un comparto essenziale del tessuto produttivo nazionale” e che potenziarlo nella “competitività e la resilienza è un obiettivo strategico”.

 

Il passaggio più significativo del discorso di Meloni è sull’evasione. “Noi combattiamo l’evasione fiscale, quella vera- sottolinea- non quella presunta”. La presidente del Consiglio sogna uno “Stato che si vuole fidare dei suoi cittadini” e in questo senso porta avanti “un approccio che spezza l’insopportabile equazione secondo cui un artigiano, una partita Iva, deve essere un evasore per nascita. Una menzogna, che noi abbiamo combattuto sempre”.

Alla politica Costantini chiede investimenti, per ribaltare un percorso che si è fatto impervio. “Purtroppo l’artigianato italiano dal 2008 al 2023 ha perso 220mila imprese- ricorda il presidente della Cna- abbiamo subito tutte le crisi. Ora basta, bisogna cominciare a giocare in attacco”. Due gli aspetti fondamentali: “Siamo molto, molto preoccupati dalla stretta del credito- osserva Costantini- negli ultimi 12 anni il credito alle imprese artigiane e’ diminuito del 43%”. Poi, mentre in prima fila c’è Giuseppe Conte ad ascoltae, chiede al governo di cessare la guerra al superbonus: “Credo che non si possa fare a meno di ascoltare l’appello che viene da tutte le parti sociali di permettere alle famiglie e alle imprese che devono terminare i lavori del superbonus di poter finalmente chiudere quegli interventi”.

Una promessa arriva dal ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso. Dal prossimo anno, assicura, il governo Meloni realizzera’ la prima legge annuale sugli incentivi per le pmi, “che avrebbe dovuto essere realizzata da 12 anni a questa parte. Ogni anno- spiega- faremo la legge annuale per le piccole e medie imprese, come previsto per la legge sulla concorrenza, che servira’ per preparare il terreno perche’ le imprese artigianali possano svolgere la loro attivita’ produttiva”.

COSTANTINI (CNA): POLITICA CREDA IN PMI, DOPO CRISI ORA GIOCO D’ATTACCO

“Con questo governo per fortuna abbiamo una buona interlocuzione. All’esecutivo oggi chiedo di guardare alle prospettive e non ai conto pubblici, perché continuiamo a credere che è la nostra gente a mandare avanti l’economia”. Così il presidente CNA, Dario Costantini, al termine della prima parte dell’Assemblea della Confederazione in corso a Roma.
“Purtroppo l’artigianato italiano dal 2008 al 2023 ha perso 220mila imprese – ricorda Costantini – abbiamo subito tutte le crisi. Ora basta, bisogna cominciare a giocare in attacco. Sentiamo parlare di risparmio e attenzione ma bisogna credere nelle imprese finanziando ancora di più la nuova Sabatini ed efficientare 12 milioni di abitazioni private”, conclude il presidente.

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