Sui pericoli sulla cosiddetta ‘infodemia’, cioè il proliferare di notizie false o errate è Pier David Malloni – Ufficio stampa, Iss. È molto pericolosa, avverte. Secondo l’Oms “causa confusione e comportamenti che mettono a rischio la salute. Porta a sfiducia nelle autorità sanitarie e mina le risposte di salute pubblica. Può intensificare o allungare le epidemie”.
Condividere e diffondere notizie false, quindi, non è una cosa da prendere alla leggera, e al contrario diventare un ‘cacciatore di bufale’ ha un effetto positivo molto grande. Anche per chi è esperto, e magari è nativo digitale, riconoscere una notizia falsa può essere difficile. Se si è nel dubbio c’è qualche domanda che ci si può fare per capire se quella che stiamo leggendo è una notizia vera o è una bufala. I fatti e i numeri descritti sono accurati? Quali sono le fonti? Se si tratta di uno studio, magari che riguarda la salute, è stato pubblicato su una rivista scientifica autorevole o è stato condotto da esperti qualificati?
Tutte le grandi agenzie sanitarie, come l’Oms e l’Ecdc, hanno sui propri siti materiale affidabile, utile anche per ‘smontare’ le bufale che circolano maggiormente. Anche in Italia possiamo trovare informazioni utili su diversi siti. L’Iss, ad esempio, oltre ad aggiornare sulle ultime novità il proprio portale iss.it, gestisce il sito issalute.it specializzato proprio nella divulgazione.
Ecco chi sono quelli che credono alle fake news e sono ossessionati dal complotto
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