Le precipitazioni che in queste ore stanno interessando l’intero territorio regionale rappresentano una fondamentale boccata d’ossigeno per l’ecosistema veneto, ma non devono trarre in inganno. A lanciare l’allarme è l’Assessore regionale al Clima, Elisa Venturini, commentando l’ultimo Rapporto sulla risorsa idrica di ARPAV aggiornato al 30 aprile 2026.
“Siamo di fronte a un paradosso climatico – dichiara l’assessore Venturini –. Vediamo gli invasi del Piave quasi pieni, all’84%, ma non è merito delle piogge. È il risultato di un aprile eccezionalmente caldo, il terzo più bollente dal 1991, che ha fuso prematuramente la neve in quota. Abbiamo ‘mangiato’ le nostre riserve estive in anticipo: nel bacino del Piave restano appena 40 milioni di metri cubi di neve, un valore ben lontano dalla norma”.
Il rapporto evidenzia un quadro critico: aprile si è chiuso con un deficit pluviometrico del -66%, posizionandosi come il quarto mese più secco degli ultimi 35 anni. In alcune aree del Polesine e del Veronese le precipitazioni totali del mese sono state irrisorie.
I numeri della crisi (Dati ARPAV al 30.04.2026):
Precipitazioni: 32 mm medi regionali contro una media di 94 mm (-66%).
Falde: Stato di siccità da “severa” a “estrema” nell’alta pianura.
Fiumi: Portate in netto calo; Bacchiglione -57%, Adige -47%, Brenta -38% rispetto alle medie storiche.
Deficit da colmare: Servirebbero circa 297 mm di pioggia a maggio per riequilibrare l’anno idrologico.
“Mentre la pioggia di questi giorni bagna la superficie e dà sollievo all’agricoltura – sottolinea l’assessore – la situazione delle falde rimane preoccupante. In centri importanti come Cittadella e Castelfranco Veneto, i livelli sono sensibilmente sotto le medie storiche. Per recuperare il deficit accumulato servirebbe un mese di maggio con precipitazioni triple rispetto alla norma”.
In chiusura, l’assessore lancia un appello alla responsabilità collettiva: “Proprio vista la gravità della situazione e la scarsità di piogge reali dell’ultimo periodo, è bene che tutti, dai grandi utilizzatori ai singoli cittadini, imparino a trattare con la massima attenzione questa risorsa. L’acqua non è infinita e ogni goccia risparmiata oggi è una garanzia per la stagione estiva che ci attende. Continueremo a monitorare la situazione, ma la gestione idrica richiede oggi più che mai lungimiranza e rispetto per un bene così prezioso e fragile”.
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