“I numeri della Cgia di Mestre impongono una riflessione seria. Entro il 2030 il Veneto perderà 291mila lavoratori per effetto dei pensionamenti, mentre il fabbisogno delle imprese supera già le 300mila nuove figure professionali. A questo, si aggiunge un dato allarmante: oggi, oltre il 42% delle assunzioni è difficile da coprire, percentuale che nell’industria supera il 60%. Continuare a rincorrere le emergenze significa esporre il Veneto al rischio di una vera tempesta perfetta”. Lo afferma Rossella Cendron, consigliera regionale del gruppo Le Civiche Venete, che sottolinea: “La politica regionale deve cambiare approccio. Non possiamo limitarci a intervenire quando il problema è già esploso. Serve una programmazione che parta dai dati demografici e dai bisogni reali delle imprese. Per questo è necessario costruire un Piano regionale per il capitale umano, capace di mettere attorno allo stesso tavolo Regione, imprese, scuole, università e parti sociali e l’obiettivo deve essere chiaro: orientare meglio i giovani verso le professionalità più richieste, rafforzare la formazione tecnica e gli Its, favorire il rientro dei talenti, sostenere chi investe nella formazione continua dei lavoratori e accompagnare l’inserimento di personale qualificato, italiano e straniero, con percorsi formativi adeguati”.

“Il Veneto ha sempre saputo anticipare i cambiamenti. Oggi, invece, rischia di subirli. Governare significa avere una visione che vada oltre l’orizzonte della legislatura. Se continuiamo a rincorrere le emergenze, tra pochi anni non avremo soltanto meno lavoratori: avremo meno competitività, meno crescita e meno opportunità per i nostri giovani. È questo il momento di scegliere se pensare alle prossime elezioni o alle prossime generazioni”, conclude Cendron.

Comunicato Stampa

Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo su:
Stampa questa notizia