Alberto Stefani è il secondo governatore più amato secondo i dati Swg, che dunque “parlano chiaro e confermano quanto i veneti apprezzino il buon governo della nostra Regione. Questo risultato non nasce per caso. È frutto della capacità di ascolto che la nostra amministrazione ha dimostrato fin dal primo giorno”. Così Andrea Tomaello, commissario della Liga veneta, alla luce della classifica di gradimento dei presidenti di Regione. “Abbiamo portato avanti con coerenza le idee che avevamo in campagna elettorale, con una grande attenzione ai giovani, agli anziani, al sociale, alle imprese e alle categorie di lavoratori che più hanno bisogno di sostegno. I risultati della classifica confermano che il modello amministrativo a guida Lega funziona. I cittadini riconoscono chi governa con competenza, vicinanza e concretezza. Noi continuiamo su questa strada: meno chiacchiere, più fatti concreti per il nostro Veneto“, rivendica Tomaello in una nota.

 

Le tose di Stefani

È nata quasi per gioco, «giusto in tempo per la nomina a Presidente», e in poche settimane è diventata uno dei fenomeni più curiosi della politica veneta versione social. La fanpage dedicata ad Alberto Stefani, governatore del Veneto, gestita da due donne che si firmano come le Tose di Alberto Stefani, conta oggi 796 follower, 41 post e un obiettivo dichiarato: «supportare Alberto Stefani con ironia e stile». Il Corriere ha dedicato a questo argomento un intero servizio giornalistico.

Silvia ed Emma, una poco sotto i trenta, l’altra poco sotto i cinquanta, lo dicono senza mezzi termini proprio al Corriere: «Lo seguiamo da sempre». E la loro pagina, più che un profilo Instagram politico, somiglia a un piccolo salottino digitale dove il governatore diventa protagonista di un racconto fatto di canzoni, tramonti e ammiccamenti bonari.
Il primo post si apre addirittura sulle note dei Ricchi e Poveri: «Che confusione, sarà perché ti amo…». Da lì, una sequenza di immagini che mette in pausa il linguaggio istituzionale e accende quello più leggero del fandom: Stefani immerso nei cuoricini, Stefani in costume sulle note di “Buonanotte fiorellino”, Stefani con la camicia di lino aperta davanti a un tramonto – «Piove in Veneto ma un tramonto così chi lo dimentica?» – e anche un governatore in moto, che sembra uscito da un fotoromanzo anni Duemila.

La pagina non si prende troppo sul serio, questo va detto. Ma nemmeno scivola nel grottesco. «Volevamo far vedere un altro lato del nostro Governatore», racconta Silvia sempre al Corriere. E in effetti tutto è costruito con un’ironia affettuosa che evita l’eccesso pur flirtando costantemente con il confine. Le due amministratrici ammettono che il diretto interessato è perfettamente a conoscenza della pagina. Ogni tanto mette un like – «lui o il suo braccio destro, poco importa» – e un giorno avrebbe chiesto: «Ma dove le avete trovate quelle foto?». Poi una raccomandazione: «Divertitevi, ma senza esagerare».

Come spesso accade, il fandom non conosce età. Giovanissime, signore mature, curiosi, simpatizzanti, elettori occasionali: tutti confluiscono in una comunità che ricorda molto quella già vista con le Tose di Zaia e, prima ancora, le celebri Bimbe di Conte. Qui il tratto distintivo è la galanteria digitale: complimenti, battute, un tono da tifo gentile che salta agilmente dal politico al personale.

Le foto, assicurano le due amministratrici, durante l’intervista,  non sono mai casuali: «Ce ne mandano molte amici e conoscenti. Cerchiamo immagini scherzose ma sobrie. Uno come lui non si può snaturare». E mentre i follower si divertono con meme e reel, non manca anche un’attenzione più profonda: quando il governatore ha perso la nonna, decine di utenti hanno chiesto un post di cordoglio. «C’è una forma di rispetto, oltre alla leggerezza», dice Silvia.

Tra un tramonto e un cuore rosa, però, emergono anche messaggi politici veri e propri. Piccole didascalie ben calibrate che ricordano la “visione chiara”, il “cuore veneto”, la “concretezza” dell’azione amministrativa. Il linguaggio resta leggero, ma lo scopo resta politico.
È il paradosso della pagina: un profilo che seduce con la camicia sbottonata e poi ti parla di efficienza amministrativa. Il tutto mantenendo un equilibrio sorprendente tra simpatia, estetica e comunicazione pubblica.

In fondo, le Tose di Stefani raccontano un dato ormai evidente: la politica contemporanea sa infiltrarsi ovunque, anche nei luoghi dell’ironia e del fandom, trasformando un governatore in un personaggio pop. Un po’ amministratore, un po’ protagonista di reel, un po’ “figo” – parola loro, non nostra.

E mentre i commenti continuano a crescere, la fanpage sembra pronta a diventare un piccolo caso di costume: un esempio di come i social, con leggerezza e qualche cuoricino, sappiano reinventare il modo di guardare (e seguire) la politica.

di redazione AltovicentinOnline

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