Erano in vacanza, senza divisa e senza giubbotti di salvataggio. Ma quando hanno sentito le grida provenire dal mare, Luke e Lucky non sono rimasti a guardare. I due golden retriever, brevettati per il salvataggio nautico, sono intervenuti insieme al loro conduttore e hanno contribuito a riportare a riva due donne in difficoltà. È successo nei giorni scorsi,  a Marina Romea, su un tratto di spiaggia libera dove, in quel momento, non era presente una torretta di salvataggio. Tre donne, tutte intorno ai sessant’anni, si trovavano a circa ottanta metri dalla battigia quando la corrente ha iniziato a spingerle verso la scogliera.

La situazione è diventata rapidamente pericolosa. Una delle tre è finita contro gli scogli riportando alcune ferite, mentre le altre due sono rimaste in acqua senza riuscire a raggiungere autonomamente la riva. A pochi metri di distanza si trovavano però Paolo Elmo e i suoi due cani, Luke, tre anni, e Lucky, otto anni. I tre erano a Marina Romea semplicemente per trascorrere una giornata di vacanza. Nessun servizio di sorveglianza organizzato, nessuna attrezzatura da soccorso e, soprattutto, nessun giubbotto indossato dai cani.

Quando sono arrivati i primi segnali di emergenza, però, l’addestramento ha fatto la differenza. I due golden retriever hanno percepito le grida e si sono diretti verso l’acqua insieme al loro conduttore.

Le prime due donne sono state raggiunte e accompagnate verso la riva una alla volta. Nel frattempo, la terza bagnante è stata soccorsa sulla scogliera da due bagnini dello stabilimento vicino. Sul posto sono intervenuti anche gli uomini della Guardia costiera. La donna è stata successivamente accompagnata all’ospedale di Ravenna per gli accertamenti del caso.

Il momento più delicato, però, è arrivato durante il soccorso. Elmo si è trovato in difficoltà quando ha raggiunto un punto in cui l’acqua era più profonda. In quel frangente si è affidato proprio a Lucky, aggrappandosi al suo pelo. Il cane è riuscito a riportarlo verso una zona nella quale il conduttore poteva nuovamente appoggiare i piedi.

Un episodio che racconta bene quanto possa essere importante il rapporto tra un cane da salvataggio e la persona che lo conduce. Le tre donne, che alloggiavano nello stesso campeggio, una volta riprese dalle conseguenze della paura hanno voluto rintracciare Elmo e i suoi due cani per ringraziarli.

Ma dietro quello che può sembrare un gesto istintivo c’è molto più di una semplice reazione all’emergenza. Luke e Lucky sono infatti cani brevettati della Scuola Italiana Cani Salvataggio. Il loro intervento non è stato il frutto di un improvviso “istinto eroico”, ma il risultato di un percorso di addestramento e di un lavoro costante con il conduttore.

È proprio questo l’aspetto più importante della vicenda di Marina Romea. Un cane addestrato al salvataggio non si limita a entrare in acqua: deve essere in grado di lavorare in condizioni difficili, seguire le indicazioni del proprio conduttore e affrontare situazioni nelle quali anche l’essere umano può trovarsi in pericolo.

Il retroscena

I giornali del posto riportano che il giorno precedente, Elmo e la moglie si trovavano con i due golden retriever sulla spiaggia attrezzata davanti al campeggio dove erano in vacanza, quando un bagnante aveva protestato per la presenza dei cani, sostenendo che, se non erano impegnati nel servizio di salvataggio, non avrebbero dovuto stare lì. Per evitare discussioni, la coppia aveva scelto il giorno successivo la vicina spiaggia per cani, a circa 400 metri dal campeggio. Una decisione casuale che, poche ore dopo, avrebbe avuto un peso enorme.

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