“Ci sono voluti tanti, troppi anni, poi si è messo di mezzo pure il Covid a rimescolare le carte, ma alla fine grazie all’impegno personale di Domenico Merlo, si è avverato quello in cui non credevamo più: un incontro con i giocatori, motivo fondante dell’attuale RAV, il Rugby Alto Vicentino”. Grandi emozioni quelle vissute da rugbisti attuali ed ex, allenatori, dirigenza e tutta la grande famiglia del Rugby Alto Vicentino, più di 60 persone si sono riunite venerdì 10 marzo 2023 in occasione della cena in Club House al RAV di Schio. Dopo la pandemia e molte altre difficoltà, finalmente è stato possibile coinvolgere tutti in questa rimpatriata che ha visto i protagonisti del rugby locale insieme ancora una volta, con tanto di maglia celebrativa, indossata da tutti i partecipanti. Recuperata anche una maglia d’epoca da ‘Nico’, sono state tutte firmate dai presenti e consegnate durante l’allenamento ai Senior attuali. Vedere 60 ex giocatori in campo ha dato modo a tutti i presenti di ragionare sul fatto che il rugby ha radici lontane, sia temporali che geografiche e nonostante questa realtà sia assai distante dai centri più famosi del rugby nazionale, la passione per questo sport vive ancora nelle vecchie e nuove glorie.

“Non nascondo che sono ancora emozionato, – racconta Mauro Gallo, consigliere del RAV – sarà l’età, a descrivere la preziosa serata di amicizie ritrovate e chiacchiere antiche e ciarliere che ci hanno permesso la prima reunion dopo tanti anni senza vederci. Si certo a volte è capitato di incontrare qualcuno sui campi da gioco, ma mancava sempre il motivo principale per ritrovarci assieme. Ritrovarci assieme è stato un modo per dire ai nostri ragazzi, specialmente ai Seniores, ‘guardate siamo partiti da qui, ci siamo dovuti fermare per qualche anno ma siamo ancora qui con voi e fra di voi’. Tengo ben stretto nel cuore i partecipanti alle giovani leve, per ricordare quanto fossimo uniti all’epoca per un gioco che per noi era la gioia di stare assieme”. Una serata goliardica tra foto di rito, chiacchiere fra vecchi amici ritrovati e qualche momento in ricordo di chi è mancato. Diversi i motivi trainanti della serata che si è protratta fino a tarda ora grazie ai piatti di ‘Tex e Vesna’, sempre attenti a scegliere il top per atleti vecchi e nuovi. Racconti ‘bucolici’ di Bicio uniti alle sue immancabili barzellette dell’epoca ripetute ad oltranza come se il tempo si fosse fermato. “Grazie a tutti, è stato bello rivedere così tanti amici riuniti in un unico posto. Seguiranno altre serate per dare modo a tutti di raccontare la loro vita e le esperienze rugbystiche e non che ci stanno accompagnando”.

Cenno alla storia del RAV

“Era il 1976 quando un manipolo di giocatori dell’appena nato Vicenza Rugby e qualche improvvisato, ma da subito appassionato, dirigente decidono di fondare il Rugby Thiene che nel giro di qualche anno sarebbe diventato Titanus Rugby, noto ai più per la rapida ascesa a livello nazionale e per i giocatori famosi che ne hanno fatto parte tra gli altri, John Boe, John Kirwan, Paul Doubleday e forse il più famoso di tutti Ian Foster, e questo solo per citare il Ramo Neozelandese. Ci sono poi gli argentini Hector De Marco in testa che ha collezionato un paio di Caps in nazionale piuttosto che Willy Allan, il giocatore Scozzese-Sudafricano papà di Tommy Allan, e ultimo ma non meno importante il grande Beppe Artuso forse uno dei più famosi giocatori Italiani dell’epoca. Altri ne sono passati e ricordare tutti e francamente impossibile. Nel 76’ alcuni appassionati hanno dato vita ad una squadra che ben si sposa con la filosofia attuale del RAV atleti di diversi comuni intorno a Thiene e Schio. In primis hanno cominciato ad unire le forze per creare un gruppo sempre più omogeneo e compatto e via via più competitivo. Sono arrivati atleti da Valdagno, Recoaro poi Bassano, Vicenza, via via da Padova e come si diceva dalla Nuova Zelanda grazie alla disponibilità economica del gruppo Titanus che ha sposato fra gli anni 80 e 90 la causa del rugby con un super appassionato Diego Dalle Carbonare ed il suo fido compagno di merende Fabrizio Lorenzi.”

Laura San Brunone

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