Preannuncia forme di protesta eclatanti Alex Cioni, leader del gruppo ‘Prima gli italiani’, che si sta organizzando per dire un no deciso all’accoglienza profughi nell’Alto Vicentino, in particolare a Schio e a Valli del Pasubio, dove ieri sono arrivati gli immigrati, per i quali i sindaci hanno deciso di scendere a compromesso con la Prefettura. Eugenio Soldà aveva intimato ai sindaci con una lettera dai contenuti decisi : ‘O li accogliete e collaborate mettendoci a disposizione strutture o ve li piazziamo lo stesso’. Tutto in linea con quanto sta accadendo a livello nazionale con una popolazione spaccata in due tra chi vuole fare la propria parte concedendo ospitalità e chi invece, pensa che il nostro Paese abbia già troppi problemi e non posa occuparsi di questa emergenza. Tra questi ultimi sta Alex Cioni con il suo gruppo, che minaccia di occupare la Colonia di Pian delle Fugazze se dovessero arrivare altri immigrati e il tutto si dovesse trasformare in una vera e propria ‘invasione di stranieri’.

IMG-20150723-WA000 (2)‘Sono stato lì ieri sera – racconta Cioni – li ho trovati al primo piano mentre cenavano con gli operatori delle cooperative, che a mio avviso, stanno gestendo un vero e proprio business. Capisco la posizione della Chiesa che predica l’accoglienza. Un atteggiamento che è puramente etico, ma qui stiamo parlando di una questione pratica. Questi ragazzi hanno circa 20 anni ciascuno e non mi sembra di aver visto siriani, nè donne o bambini. Mi chiedo perchè questi giovani forti e vigorosi non sentano il bisogno di rimanere nelle loro terre natie, dove, ammesso che ci sia la guerra, potrebbero combattere in difesa di una Patria, anzichè fuggire’.
Cioni è molto provato in questi giorni e non sono sfuggiti agli scledensi i suoi sfoghi su facebook, dove attacca il sindaco che lui un anno e mezzo fa, aveva sostenuto durante la campagna elettorale. E’ chiaro che i due sono ai ferri corti.
Cioni non fa un mistero della sua delusione: ‘L’ho sostenuto perchè credevo in lui, non ho chiesto niente in cambio. Mi aspettavo che mi coinvolgesse, che accogliesse la mia richiesta di voler collaborare al bene di Schio. Invece, mi ha escluso’. Da quanto emerge dallo sfogo amaro di Cioni, la questione profughi è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. ‘So perfettamente che i sindaci si stanno trovando in una posizione scomoda davanti ad uno Stato che impone senza possibilità di replica – ammette Cioni – ma ci sarebbe piaciuto che Orsi ci coinvolgesse in questo dibattito in cui ha seguito altre voci e non la nostra’.
Cioni, al di là dei suoi rancori con il sindaco di Schio, vuole essere realista, quando sviscera il problema immigrazione, rappresentando quella frangia di popolazione che già frustrata dai propri problemi personali, non tollera che lo Stato debba farsi carico di un problema che lui vede come un ‘affare economico’ . ‘La gente non ci sta ed io non ci credo che sono persone che scappano dalla guerra. Sono clandestini che noi non vogliamo. I disperati che sfuggono dalle bombe per mettere in salvo i propri bambini sono altri’.
N.B.

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