Il fenomeno dei farmers market in Veneto continua la sua crescita: negli ultimi 15 anni i mercati degli agricoltori si sono quasi triplicati, come evidenzia l’analisi pubblicata dall’Osservatorio economico di Veneto Agricoltura. Secondo gli ultimi dati disponibili, la vendita diretta coinvolge, nel settore agricolo regionale, più di 7.000 aziende (quasi il 15% del totale), eterogenee per dimensione economica e offerta proposta (primeggiano gli ortaggi, seguiti da vino e frutta), e si avvale di diversi canali di distribuzione, tra cui i farmers market emergono come i più dinamici e in ascesa. Nel 2024 la Regione Veneto ha rilevato 122 mercati degli agricoltori attivi, +14% sul 2022 e addirittura di oltre il 170% nell’ultimo quindicennio. Dal 2009, quando erano solo 44, i farmers markets sono cresciuti di anno in anno, senza mai evidenziare stalli o diminuzioni, se si escludono quelle relative alle dimensioni: il numero di posteggi per mercato è calato del 4,5%, per un totale di 1.832 postazioni, con un tasso medio di occupazione stimato attorno al 72%. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, Verona è la provincia con il maggior numero di farmers market, seguita da Treviso, Venezia, Padova e Vicenza, mentre le dinamiche di crescita più marcate, tra 2022 e 2024, si sono registrate a Padova (+67%), Rovigo (+20%), Verona (+17%) e Treviso (+9%). Un rafforzamento progressivo che vede in possibilità di comunicazione e fidelizzazione le chiavi del successo.
Oltre l’80% dei produttori, come riportato da uno studio sui mercati agricoli eseguito da Veneto Agricoltura nel 2022, afferma che il principale vantaggio dei farmers market è l’interazione diretta con il cliente, da cui scaturiscono fruttuose relazioni durature. Quasi il 90% dei consumatori effettua acquisti nei mercati almeno una volta al mese e circa due terzi lo frequentano con cadenza settimanale. Frutta e verdura i prodotti più richiesti. Spostando l’attenzione su altri canali, tra i più diffusi in Veneto c’è anche lo spaccio aziendale, che convoglia circa un terzo dei volumi complessivi venduti direttamente al consumatore. Circa il 30% delle imprese attive nella vendita diretta in regione dispone di un punto vendita aziendale, prevalentemente interno (nell’86% dei casi). I loro clienti si distinguono per una domanda occasionale: qui gli acquisti avvengono con frequenza mensile o inferiore. Più marginali invece gli e-commerce. L’80% delle aziende agricole che operano online in Veneto ha a un proprio e-shop, ma, secondo le stime nazionali 2025 del Consorzio Netcomm, l’e-commerce agroalimentare rappresenta solo l’8,5% del valore degli acquisti agroalimentari totali. Si tratta dunque di un canale in espansione, ma ancora complementare per i produttori agricoli, anche veneti. In evoluzione positiva, infine, lo scenario per le nicchie della vendita diretta, di cui si hanno disposizione solo dati nazionali: gli agriturismi hanno fatto registrare un incremento numerico del 30% rispetto al 2010 e i Gruppi di Acquisto Solidale, proponendo prodotti biologici e locali, stanno acquisendo sempre maggiori attenzioni, seppur soltanto il 10% della popolazione italiana si rivolga ad essi.
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