Erik Pretto, deputato vicentino, lascia la Lega: “Le strade dunque si dividono, consapevole del fatto che resterò sempre a disposizione delle persone che ancora si ispirano a solidi principi”, scrive su Facebook rilanciando l’intervista in cui annuncia la sua decisione. “In questi ultimi anni ho cercato di sopperire -spesso in silenzio- alla mancanza di precise strategie politiche e di una funzionale organizzazione del partito in cui ho militato per quasi 20 anni. Ma non posso tollerare la mancanza di rispetto e le meschinità che mi sono state rivolte in questi giorni, mediante la proposta di un provvedimento disciplinare infondato ed assolutamente irricevibile, volto evidentemente a colpire la mia reputazione”, evidenzia Pretto. In ballo c’è una questione di versamenti. “Ho grande stima per molti iscritti a questo Movimento, ma il tentato sabotaggio subito in questi giorni per me spezza un necessario vincolo di fiducia che sempre dovrebbe esistere fra i membri di una comunità politica”, aggiunge Pretto. Di qui l’addio. E nel partito non la prendono bene. “Da uno come Pretto, che ha fatto le battaglie per entrare in Consiglio federale e rappresentare il Veneto, ci saremmo aspettati riconoscenza nei confronti dei militanti che lo hanno eletto per sostenere le istanze del territorio. La procedura di espulsione nei suoi confronti è stata avviata infatti da tempo: lo abbiamo fatto proprio per rispetto nei confronti di militanti e amministratori che danno il loro contributo politico ed economico al movimento, a differenza di un parlamentare ben pagato e in debito con la Lega da tutti i punti di vista”, manda a dire Giuseppe Canova, vice-commissario della Liga Veneta.
“Prendo atto della decisione del collega Erik Pretto di lasciare la Lega. Sono in questo partito da quasi trent’anni e per me la fedeltà resta un valore sacro, che non si misura solo in anni ma nel rispetto di un progetto comune. Le scelte personali vanno rispettate, ma la coerenza e la lealtà verso chi ci ha dato fiducia e il rispetto verso i nostri militanti -cuore pulsante della Lega- sono per me principi fondamentali e irrinunciabili”, afferma la deputata Veneta della Lega Arianna Lazzarini. “Arriva un giorno in cui si deve decidere se si è militanti o se si vuole fare i politici di professione. Sembra che Pretto abbia deciso il tipo di percorso che vuole fare”, dice Paolo Borchia, capodelegazione della Lega al Parlamento europeo. “I versamenti sono sacri. Come ho ricordato pochi giorni fa su un caso analogo, ritengo che il principio di contribuire economicamente alla vita del movimento non di discute, è una questione di rispetto nei confronti della militanza. Chi viene eletto, specialmente senza passare dalle preferenze, ha un obbligo morale nei confronti della dirigenza che l’ha scelto e della base. Troppo comodo accampare scuse sulla mancata condivisione della linea politica, quella si discute in sezione e nei direttivi, non con attacchi su stampa e social. Umanamente sono molto deluso”, conclude Borchia.
di redazione Altovicentinonline
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