di Mattia Cecchini
I Comuni montani fatti uscire dalla porta, cioè declassificati e non più montani, non possono rientrare dalla finistra che il Pd chiede di aprire per loro. Il ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli, sbarra la strada alla proposta del Pd per far tornare ‘montani’ Comuni che, per effetto della riforma del Governo, hanno perso questo status (e di conseguenza dicono di perdere parecchie risorse). “Smettete di penalizzare chi vive e amministra nelle aree svantaggiate”, è stato l’appello dem oggi alla Camera. Ma Calderoli non cambia idea: “Permettetemi di prendere atto con stupore della proposta del Pd che, da un lato, sopprime i criteri di classificazione previsti dalla mia legge, ma, dall’altro, adotta integralmente il nuovo elenco dei 3.715 Comuni montani aggiungendo a questi ultimi 630 dei 633 Comuni del vecchio elenco. L’elenco allargato del Pd renderebbe montani 4.345 dei 7.894 Comuni italiani: dato evidentemente poco verosimile, visto che la superficie montana in Italia è il 35% e i vostri Comuni sarebbero il 55% del totale”.
“LA TORTA È LIMITATA, CON TROPPE FETTE NEANCHE LE BRICIOLE A CHI LE MERITA”
Non più montani, dopo la riforma, sono Comuni come Roma e Bologna, Taormina o Palermo, e quindi, domanda il ministro al Pd: “Siete proprio sicuri che sia questa la tipologia di Comuni cui volete destinare le risorse della montagna? Ogni euro attribuito a Comuni ulteriori, che poco hanno a che fare con la montagna, sottrae risorse ai territori autenticamente montani. La torta è limitata e, se viene divisa in troppe fette, i Comuni montani o asseritamente montani rischiano di non mangiare neanche le briciole“. Manca poi la copertura dei 100 milioni che accompagnerebbero la controriforma. “Io sono abituato a fare la polenta con la farina che ho. L’ho fatta e lo faccio. Mi spiace, ma le vostre proposte fanno delle polente virtuali”, taglia corto Calderoli.

IL PD INSISTE: “SERVONO MAGGIORI FONDI”; E IL MINISTRO: I SOLDI CI SONO
Il Pd però a sua volta avvisa il ministro della Lega: Calderoli cita Bologna e Roma “dimenticando tanti piccoli Comuni montani, o parzialmente montani, che sono stati completamente esclusi dal suo progetto di legge. E la montagna non è solo un dato altimetrico, o di pendenza: è qualcosa di più” e ha “necessità di intervenire in maniera pesante con maggiori risorse”. Calderoli precisa che il regolamento attuativo della riforma è in arrivo e quanto al Fosmit gli stanziamenti iscritti a bilancio “ammontano, allo stato dell’arte, a oltre 86 milioni per l’anno 2025, e a quasi 70,5 milioni di euro per il 2026. In assenza di un accordo sulla ripartizione delle risorse da parte delle Regioni, terrò comunque conto delle indicazioni da queste trasmesse e procederò, la settimana prossima, a diramare un testo che verrà sottoposto alla Conferenza unificata. Ribadisco ancora una volta che il Fosmit non è stato dimezzato“. Contrabatte a Calderoli, il dem Gian Antonio Girelli, “siete riusciti a mettere insieme tutti: sindaci di destra, di sinistra e di centro, tutti uniti contro una scelta folle del Governo. Con una perimetrazione incomprensibile, avete escluso centinaia di piccoli Comuni dai benefici destinati ai territori più fragili, e nel mentre avete inserito dentro città capoluogo di provincia”.
foto generica di montagna
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