Un progetto che, anno dopo anno, continua a unire istituzioni, associazioni, volontari e giovani in un percorso di educazione civica e partecipazione attiva, trasformando la cura degli spazi pubblici in un’occasione di crescita personale e collettiva.

Si è appena conclusa  l’edizione 2026 di “Ci sto? Affare Fatica!”, il progetto di cittadinanza attiva che per sei settimane ha coinvolto centinaia di ragazzi nella cura e nella riqualificazione degli spazi pubblici dell’Alto Vicentino.

Promossa dai Comuni di Breganze, Caltrano, Carrè, Chiuppano, Fara Vicentino, Malo, Marano Vicentino, Piovene Rocchette, Santorso, San Vito di Leguzzano, Sarcedo, Thiene, Zanè, Zugliano e dall’Unione Montana Alto Astico, con il supporto di BCC Veneta e di numerose aziende del territorio, l’iniziativa è stata coordinata dalla Cooperativa sociale Radicà.

Dal 22 giugno al 31 luglio sono stati 380 i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato al progetto, affiancati da 17 tutor e 50 handyman, i volontari che hanno messo a disposizione esperienza e competenze manuali. Insieme hanno realizzato decine di interventi di manutenzione e valorizzazione dei beni comuni, contribuendo a rendere più curati e accoglienti spazi frequentati quotidianamente dalla comunità.

I giovani sono intervenuti su scuole, impianti sportivi, biblioteche, parchi pubblici, piazze e sottopassi, occupandosi della sistemazione di ringhiere e staccionate, della tinteggiatura di aule, muri e strutture comunali, del recupero di panchine e portabiciclette, della decorazione di campetti e cortili scolastici e della realizzazione di murales e aree di urbanistica tattica dedicate ai bambini.

Al termine dell’esperienza, i partecipanti hanno ricevuto dai sindaci e dagli assessori dei 15 Comuni coinvolti un attestato di partecipazione e i “Buoni Fatica”, spendibili nei 39 esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa.

Oltre ai risultati concreti sul territorio, il progetto ha lasciato un’importante eredità educativa. Attraverso il lavoro di squadra, i ragazzi hanno sperimentato il valore dell’impegno condiviso, della responsabilità verso la comunità e della collaborazione tra generazioni. Un’esperienza che, come raccontano gli organizzatori, ha permesso a molti giovani di acquisire nuove competenze manuali, creare nuove amicizie e riscoprire il piacere di contribuire al bene comune.

«Anche il gesto più piccolo può migliorare la comunità e ciascuno, con le proprie capacità, può dare un contributo importante», è uno dei messaggi emersi dai partecipanti. Un concetto condiviso anche dalle famiglie, che hanno visto nei propri figli una maggiore consapevolezza civica, spirito di responsabilità e orgoglio per il lavoro svolto.

 

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