Undici mozioni, tutte approvate all’unanimità. Il congresso straordinario della Lega a Milano dà il via libera ai documenti che spaziano dalla questione settentrionale al Mezzogiorno, dalla remigrazione alla giustizia. Sul Nord passa la mozione che lo indica come “motore del cambiamento del Paese”, firmata tra gli altri da Luca Zaia, Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana, Alberto Stefani e Maurizio Fugatti. Il documento sulla “politica per il Mezzogiorno” mette invece al centro federalismo, sviluppo, lavoro, infrastrutture e sicurezza. Più mozioni affrontano l’immigrazione: quella proposta anche dalla vicesegretaria Silvia Sardone rivendica una “battaglia per il nostro futuro”, con immigrazione “controllata, cittadinanza meritata e il no alla sharia”; un’altra punta a delineare un “piano per la remigrazione”.
Approvato anche il testo dedicato a sicurezza, immigrazione e forze di polizia. Il voto unanime riguarda poi la difesa della filiera alimentare italiana, il documento su lavoro, territori e pensioni e quello che riprende il titolo del congresso, “Lega di lotta e di governo”. Completano il quadro la mozione per “una scuola che restituisce futuro ai giovani”, quella intitolata “Protagonisti, mai disertori”, che chiede aiuti fiscali per i giovani, e il testo per “una giustizia più giusta”, firmato anche dalla senatrice Giulia Bongiorno.

VIA LIBERA ALLA SEGRETERIA POLITICA, CALDEROLI: SCELTE CONDIVISE

Il congresso straordinario della Lega approva per alzata di mano la nascita della segreteria politica: un organismo composto da un massimo di nove persone, nominate dal segretario federale ed espressione dei livelli nazionale, regionale e locale del partito. A illustrare la modifica allo statuto, prima di tre emendamenti presentati alla platea riunita a Milano, è il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, che indica in Matteo Salvini il promotore della proposta. “Ho ascoltato gli interventi di tutti”, dice dal palco, richiamando le richieste di “gioco di squadra e gestione collegiale”: la segreteria politica “viene incontro proprio a quelle esigenze lì”.
L’obiettivo, spiega, è mettere a disposizione del segretario un organo da convocare “dalla mattina alla sera” per affrontare le questioni politiche quotidiane, condividere le scelte immediate e raccogliere “parere, indirizzo e avallo”. “Così è una decisione assunta da tutti”, osserva Calderoli. L’intervento si apre però con una polemica sulla diffusione anticipata degli emendamenti: “Potrei anche evitare di illustrare gli emendamenti visto che qualcuno li ha già passati alla stampa. Queste cose qui fanno male, fanno il gioco del nemico”.

Nel corso dei lavori, Claudio Durigon ha chiesto formalmente un impegno a Luca Zaia affinchè entri nella segreteria della Lega per fare squadra.

ZAIA: “HO SEMPRE FATTO IL MILITANTE, NON HO MAI CERCATO DELLE CARICHE”

“Si vedrà e non lo dico in maniera tattica“. Luca Zaia lascia aperta la possibilità di entrare nella nuova segreteria politica della Lega. A margine del congresso straordinario del partito, in corso a Milano, il presidente del Consiglio regionale del Veneto risponde alle parole di Claudio Durigon, secondo cui Matteo Salvini gli chiederà di farne parte. “Ho sempre fatto il militante. Penso anche di essere uno dei militanti storici, non mi sono mai tirato indietro fermo restando che non ho mai cercato cariche all’interno del movimento”, afferma Zaia. “Penso che ognuno debba fare il mestiere che gli è stato affidato”.

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