Mamma Catherine sale in cattedra all’Istituto nazionale di Pedagogia Familiare di Roma: per la madre neorurale di Palmoli si apre una nuova opportunità lavorativa grazie alla collaborazione con Inpef, ente accreditato Miur e aderente al progetto ‘Carta del docente’- si legge sul rispettivo sito- che organizza corsi di formazione per docenti e in ambito giuridico. E l’ufficializzazione dell’incarico, rivelato dal quotidiano ‘Il Messaggero’, cade a pochi giorni dall’udienza, prevista martedì prossimo, 3 novembre, in cui la corte d’Appello dell’Aquila discuterà il reclamo dei due genitori della famiglia del bosco per il ricongiungimento con i loro tre figli.

L’accordo tra Catherine Birmingham e l’istituto è stato formalizzato con un documento sottoscritto il 17 ottobre e prevede che la donna prenda parte alle attività formative attraverso interventi di “testimonianza esperienziale”. In sostanza, è chiamata a raccontare le proprie esperienze ai corsisti, in un percorso che unisce studio, riflessione teorica e approfondimento. L’incarico è retribuito con un compenso di 60 euro lordi l’ora.

Il NUOVO LAVORO, COME PUÒ INFLUIRE SUL RECLAMO

Di per sé potrebbe aiutare la coppia, con un nuovo introito nelle finanze domestiche, per sbloccare il progetto della loro nuova casa, costruita in modo che siano superate le contestazioni dei servizi sociali e dei giudici rispetto alla loro precedente sistemazione. Ma non solo: insieme alla frequentazione scolastica dei figli, ai progressi registrati negli incontri con gli assistenti sociali, il nuovo lavoro va di pari passo alla memoria di 36 pagine presentata dal legale della famiglia, Simone Pillon che raccoglie tutti i punti in favore del ritorno stabile dei bambini a casa e pone l’accento sui cambiamenti intercorsi nella famiglia, in particolare dal novembre 2025, quando è stato imposto l’allontanamento dei tre figli e la loro collocazione in una struttura a Vasto. Il tribunale dei minori aveva allora rilevando criticità nelle condizioni del casolare isolato in cui vivevano, nella tutela sanitaria e nella socializzazione.
Il documento depositato il 30 ottobre dall’avvocato Pillon al Tribunale minorile mette invece al centro le possibili “serie ripercussioni” della permanenza fuori dal nucleo familiare- riferisce la nota del legale- richiamando le segnalazioni della Neuropsichiatria infantile, e il “disagio e l’instabilità” causati dagli spostamenti tra Palmoli e Vasto”. Ma nel testo la difesa insiste anche sulla collaborazione dei genitori, sulla partecipazione al sostegno alla genitorialità e sull’acquisita “flessibilità mentale”, insieme alla “capacità di riconoscimento dei bisogni dei figli” e all’”accettazione del percorso scolastico.

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